Niente da fare per Carlos Alcaraz. Dopo aver rinunciato al Roland Garros, il campione spagnolo ha annunciato il suo forfait anche per la stagione sull’erba compreso il prestigioso torneo di Wimbledon.
Alcaraz: “Sto meglio ma non sono ancora pronto”
“Il mio recupero sta andando bene e mi sento molto meglio, ma purtroppo non sono ancora pronto per competere, ed è per questo che devo rinunciare alla stagione sull’erba al Queen’s e a Wimbledon. Sono due tornei davvero speciali per me e mi mancheranno molto. Continueremo a lavorare per tornare il prima possibile”, ha spiegato lo spagnolo sui social, alle prese con un fastidioso recupero dall’infortunio al polso destro.
L’infortunio di Alcaraz
Carlos Alcaraz è alle prese con una tenosinovite al polso destro, infiammazione della guaina che riveste i tendini, accompagnata dal coinvolgimento della fibrocartilagine triangolare (TFCC), struttura fondamentale per la stabilità dell’articolazione. Si tratta di un problema frequente nel tennis, sport che sottopone il polso a continue sollecitazioni e rapide rotazioni: secondo studi della Mayo Clinic, circa il 30% delle patologie dell’arto superiore nei tennisti riguarda proprio questa zona. L’infortunio del campione spagnolo si è manifestato durante il primo turno dell’ATP 500 di Barcellona dello scorso 15 aprile e ricorda quello già affrontato da Rafael Nadal nel 2016. Il trattamento previsto è di tipo conservativo, con riposo, immobilizzazione, antinfiammatori e fisioterapia, mentre i tempi di recupero stimati oscillano tra le sei e le otto settimane, variabili in base alla risposta del tendine alle cure.

Alcaraz: “Con Sinner ci aiutiamo l’un l’altro, abbiamo stesso obiettivo”
Recentemente, durante la nuova issue di Vanity Fair dedicata allo sport, Alcaraz è tornato sulla sana rivalità con Jannik Sinner: “Stiamo mostrando al mondo che possiamo stare in campo, dare il massimo e poi, fuori dal campo, essere semplicemente due ragazzi che vanno molto d’accordo“. “Ci aiutiamo l’un l’altro a tirare fuori il meglio. Lottiamo per lo stesso obiettivo, ma non c’è bisogno di odiarsi solo perché vogliamo la stessa cosa. Quando competi a questo livello, avere un’amicizia stretta è complicato”, ha concluso lo spagnolo.

