Internazionali Roma 2026, verso un’edizione record. Binaghi: “Quinto Slam? Le tenterò tutte”

Internazionali Roma 2026, verso un’edizione record. Binaghi: “Quinto Slam? Le tenterò tutte”
Il Foro Italico degli Internazionali d’Italia, Roma, 17 maggio 2025 (Alfredo Falcone/LaPresse)

Il presidente della Fitp svela gli obiettivi della Federazione a due settimane dall’inizio del torneo

Andare oltre ogni record, un anno dopo l’altro, edizione per edizione. Sull’onda lunga di un movimento che non smette di crescere, per numeri, tesserati, introiti e bilanci da primi della classe (chiuso l’anno con oltre 243,4 milioni fatturato), gli Internazionali 2026 di tennis gettano uno sguardo verso il futuro, partendo sempre dalla storia. Nel primo torneo senza Nicola Pientrangeli, cui il presidente della Fitp Angelo Binaghi ha voluto nel giorno della presentazione del torneo celebrarne il ricordo (“il tennis si è fermato quel primo dicembre e da qui ripartiamo con una base molto più solida”), il Foro Italico si presenterà tra due settimane ancora una volta in tutta la sua magnificenza, con almeno tre chiari obiettivi da centrare.

Gli obiettivi della Fitp per gli Internazionali di Roma 2026

“Superare le 400 mila presenze paganti, andare oltre un miliardo di euro di impatto economico sul territorio e vincere il singolare maschile. Credo sia il momento giusto, non solo per quello che Sinner ha fatto domenica a Montecarlo. Abbiamo quattro giocatori nei primi 21 del mondo. Sono tre obiettivi ambiziosi ma raggiungibili e interconnessi tra loro”, ha sottolineato Binaghi mostrandosi fiducioso che sarà un altro grande successo. E non sono solo le prestazioni di Sinner sulla terra rossa che fanno ben sperare per sfatare quel tabù che dura dal 1976, anno in cui Adriano Panatta fu l’ultimo italiano a vincere a Roma.

“A livello di biglietteria siamo ancora sopra lo scorso anno, abbiamo già venduto oltre 220mila biglietti – ha aggiunto -. Ci confrontiamo con la limitata capacità del Centrale, in attesa che si possa usufruire di un Centrale ampliato a partire dal 2028″. Al termine del torneo infatti inizieranno i lavori di ristrutturazione, per un investimento da oltre 160 milioni di euro, con un nuovo campo Centrale da 12.500 posti con tetto apribile, pronto per il 2028.

Per adesso il Foro si apre al mondo offrendo il suo solito scenario mozzafiato con 21 campi (19 al Foro Italico e 2 sul Lungotevere) con la Grand Stand Arena, completamente ripensata, per il 2026 rinominata BNP Paribas Arena che troverà la sua collocazione nell’area dello Stadio dei Marmi, valorizzandone la scenografia e aumentando la capienza fino a oltre 7 mila spettatori. Non mancherà la SuperTennis Arena con la sua architettura poligonale a sviluppo progressivo, progettata per avvicinare sempre di più il pubblico al gioco, fino a farlo sentire parte dell’azione.

Il sogno del quinto Slam

È un cambiamento che non interrompe, ma amplifica e lancia la corsa ad altri ancora più ambiziosi obiettivi. Incassata l’acquisizione del torneo Atp 250 di Bruxelles dal 2028 che permetterà all’Italia di organizzare per la prima volta un torneo sull’erba (“si disputerà nella seconda settimana di giugno nel nord Italia e per noi questa sarà è una grossa opportunità di crescita”), il grande sogno è portare in Italia il quinto Slam.

“Come dirigente vivo per questo e vivrò fino all’ultimo giorno della mia esperienza con la speranza di fare questa impresa. Sto terminando di risolvere con il governo alcune problematiche riguardo altre manifestazioni e vorrei affrontare il prima possibile lo studio di fattibilità di un’operazione del genere e di quella che sarebbe in in campo sportivo l’iniziativa più profittevole per lo Stato. Le tenterò tutte”.

“Voglio alla fine delle prese di posizione formali del governo che mi dicano no allo Slam, fino a quel momento andrò avanti come un fusto”, ha spiegato Binaghi che dunque intende lasciare un segno tangibile per le generazioni future di questo boom del tennis “perché se l’Italia non ce la fa in questa finestra temporale di qualche anno, non ce la farà solo l’Italia, ma credo nessun altro Paese per i prossimi 50 anni e io questo non lo voglio avere sulla coscienza come dirigente”.

Un boom di un intero movimento che sta soppiantando il calcio per seguito e risultati e che ancora una volta avrà l’onore di essere ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 4 maggio. Al Quirinale saliranno gli azzurri e le azzurre vincitrici della Coppa Davis e della BJK Cup. 

© Riproduzione Riservata