Jannik Sinner accede ai quarti dell’Atp Cincinnati 2025, settimo Masters 1000 della stagione. L’altoatesino ha superato in due set il francese Adrian Mannarino, numero 89 della classifica mondiale, con il punteggio di 6-4 7-6 (4). Il match è stati sospeso nel corso del secondo set per la pioggia ed è ripreso dopo un stop di 2 ore e 45″ sul punteggio di 6-4 1-2 40-30 in favore del numero uno. E’ il sedicesimo quarto di finale in un Masters 1000, conquistato al termine di un’altra partita non perfetta (da registrare la prima di servizio). Ma l’altoatesino nelle difficoltà, anche nelle giornate non perfette, è riuscito a portare a casa sfide complicate. Ai quarti sfiderà Auger-Aliassime, che ha battuto Bonzi in due set.
Sinner: “Mannarino avversario difficile, voglio alzare il livello”
Al termine del match Sinner ha commentato la prestazione sottolineando le difficoltà dell’incontro e la necessità di alzare il livello. “Mannarino è un avversario difficile, molto diverso da tanti altri. Ho cercato di servire bene ma lui ha fatto altrettanto, ho cercato di cambiare posizione in risposta per farlo sentire scomodo”, ha dichiarato il numero uno del mondo che ha poi aggiunto: “Ho faticato a chiudere la partita ma ci sta nel nostro sport, sono contento di accedere ai quarti, arrivarci è sempre molto importante. Voglio alzare il livello. Se non succederà sarò comunque soddisfatto per aver giocato tre partite in vista degli Us Open“.
Mannarino: “Sinner è in un’altra dimensione”
“Anche se è passato molto tempo dall’ultima volta che ci ho giocato, l’avevo visto giocare, soprattutto al Roland Garros. L’avevo anche visto allenarsi a bordo campo. È vero che è entrato in un’altra dimensione“. Così Adrian Mannarino su Jannik Sinner dopo essere stato eliminato dal tennista azzurro al Masters 1000 di Cincinnati. Lo riporta L’Equipe. Sinner, ha proseguito il francese, “colpisce la palla molto bene, mette costantemente pressione. Anche quando sbaglia un po’, non ti senti mai in grado di orientarti. Non so se sia sempre la stessa cosa, ma ogni volta che aveva bisogno di un buon servizio, di un buon colpo, lo faceva. Forse non gli ho messo abbastanza pressione o non si sentiva in pericolo, ma è rimasto piuttosto rilassato. Ha giocato davvero bene ogni volta che contava, e questo ha fatto la differenza”.

