L'ex ct della nazionale di volley: "È nato un nuovo influencer No Vax"

Com’era prevedibile, sono scoppiate subito polemiche per l’esenzione che Novak Djokovic ha ottenuto dalle autorità australiane per poter partecipare agli Australian Open, senza aver mai dichiarato se si sia vaccinato contro il Covid.

In una intervista esclusiva concessa a LaPresse, l’ex ct della nazionale di volley e attuale responsabile sport del Pd ha tuonato: “Sono disgustato dall’ennesima furbata per aggirare le regole. Non so se partire da lui, in quanto atleta e modello per gli appassionati, o dagli organizzatori che lasciano passare il messaggio che si è forti con i deboli e deboli con i forti. Si crea così una forte disparità con gli atleti che invece sono rispettosi delle regole”.

Djokovic dovrebbe spiegare i motivi di questa esenzione. È una storia inqualificabile da qualunque punto di vista la si guardi, soprattuto per quello che mi aspetto io da uno sportivo. Ora mi aspetto una presa di posizione da parte dei suoi colleghi, da chi ha rispettato le regole. Sarebbe la risposta migliore”, ha aggiunto Berruto.

“Lo dico con rammarico: questo episodio conterà molto di più che altre mille opinioni. Evidentemente questa situazione determina la nascita di un nuovo influencer no vax. Che avrà un impatto e un costo, anche in termini di vite umane”, ha proseguito l’ex ct. “Credo che non sia più il caso di banalizzare questa pandemia. Chi non lo riconosce è in malafede”.

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