Lo spagnolo ha battuto in finale Djokovic in tre set

Il re di Roma sulla terra rossa torna ad essere lui, l’eterno, indomabile e instancabile campione di Manacor capace di stupire anche se stesso. Sedici anni dopo la prima volta, il Foro Italico è ancora in piedi per applaudire Rafa Nadal che si prende la ‘decima’ vittoria del torneo e fa un ulteriore passo nella storia del tennis. Al termine di una sfida che ha sfiorato le tre ore di gioco, vissuta per lunghissimi tratti in perfetto equilibrio, lo spagnolo piega il numero uno Novak Djokovic con il punteggio di 7-5 1-6 6-3 sfruttando tutte le sue doti atletiche e di carattere, quanto serve al 34enne per mettersi in bacheca quello che ormai da tempo è un ‘Superclasico’. Era il 57/mo incrocio e la 29/ma finale Atp tra i due campionissimi e con questo successo Rafa eguaglia i 36 Masters 1000 vinti in carriera da Nole. Un altro tassello significativo per continuare ad andare a braccetto e lanciare un messaggio ai giovani rampanti gridando al mondo che la Next Gen può aspettare. I ‘cannibali’ hanno ancora fame di vittoria e Nadal ha dimostrato di averne ancora tanta, facendo la differenza nei momenti cruciali del match. Alla fine, ha vinto chi ha avuto più energie, chi ha sbagliato meno e provato a rischiare di più nelle fasi calde. Djokovic, reduce dalla maratona di ieri contro Stefanos Tsitspas nei quarti e Lorenzo Sonego in semifinale, ha finito con il fiato corto, perdendo energie dopo aver mancato una palla break per salire 3-2 nel terzo set. Il re del rosso e il numero 1 del mondo hanno dato tutto come sempre, cercando di sfruttare tutto il campo e prendere il controllo della partita, giocando palle sempre vicino alla riga.

 

 

Nei primi game, Djokovic è apparso più brillante ed incisivo, ha provato a scappare via ma Nadal ha reagito subito, aumentando la gittata dei colpi da fondo campo, e lo ha ripreso in fretta aggiudicadosi il set 7-5. Nella seconda frazione Djokovic si è aggrappato alla forza nervosa per raddrizzare la partita chiudendo con un perentorio 6-1. Tutto si è giocato nel terzo set dopo che non c’è stato centimetro di campo in cui i due non avessero provato a colpire. Dopo quattro game, sul 2-2, Djokovic e Nadal erano in perfetta parità con 52 punti a testa vinti negli scambi da fondo. Un equilibrio figlio anche delle loro diverse strategie. La svolta è arrivata nel sesto gioco. Nadal si è preso il break a zero e da quel momento la gara ha preso una sola direzione. “E’ sempre un onore giocare contro Djokovic. Per me è incredibile, mi ricordo la prima volta qui nel 2005, con una finale di 5 ore contro Coria. Ora sedici anni dopo sono ancora qui, è incredibile. Sono superfelice. Voglio ringraziare tutta la gente che è venuta qui a Roma. E’ una sensazione difficile da descrivere. E’ questo il posto più importante della mia carriera”, ha confessato lo spagnolo. Djokovic ha accettato la resa ma si è detto già pronto per nuove bettaglie lanciando un messaggio che sembra una minaccia per le giovani leve: “Sono contento di aver giocato bene in questo torneo, ho tanta motivazione per il Roland Garros. La Next Gen? Siamo noi, la stiamo reinventando io, Nadal e Federer”. I colossi del tennis. E le statue di Roma sembrano approvare.

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