Cade uno dei primati all-time dello svizzero: il serbo re del ranking ATP dopo un inseguimento durato quasi 10 anni

Novak Djokovic infrange uno dei record all-time di Roger Federer. Un primato che, soltanto tre anni fa, appariva insuperabile. Oggi, per il serbo, inizia la settimana numero 311 da numero 1 al mondo, una in più dello svizzero, fermo a quota 310; l’ultima volta per Federer in vetta alla classifica risale al 24 giugno 2018.

Djokovic, quindi, diventa il monarca assoluto della classifica ATP. Un inseguimento su Federer – ma anche su Rafa Nadal – durato quasi dieci anni, da quel lontano 4 luglio 2011, il giorno dopo il primo trionfo a Wimbledon (e terzo trofeo dello Slam in carriera), vinto dal serbo proprio su Nadal. Grazie a quel successo (Nole si impose sul maiorchino 6-4, 6-1, 1-6, 6-3), Djokovic – a 24 anni – si issò per la prima volta in vetta al ranking mondiale. A quel tempo, Federer era già stato numero 1 per 285 settimane e puntava il record assoluto di Pete Sampras, che il 19 novembre 2000 si era fermato a quota 286. Nadal, che quel 4 luglio cedette la vetta della classifica, era già stato primo nel ranking ATP per 102 settimane.

È proprio osservando questi numeri che l’impresa di Djokovic appare ancora più straordinaria. Nei quasi dieci anni impiegati dal serbo per superare il record di Federer, lo svizzero – che, non va dimenticato, ha comunque sei anni in più e il prossimo 8 agosto compirà 40 anni – è stato al primo posto per 25 settimane, lo spagnolo – che ha solo un anno in più di Nole – per 107. In mezzo a questi tre incredibili fenomeni, l’unico giocatore in grado di portarsi in cima alla classifica è stato Andy Murray, il quarto dei “Big Four”, numero 1 per 41 settimane dal 7 novembre 2016 fino al 20 agosto 2017, quando cedette lo scettro a Nadal. L’ultimo giocatore fuori dai “Fantastici 4” a essere stato numero 1 è Andy Roddick il 1° febbraio 2004.

Da quel 4 luglio 2011, Djokovic è stato in vetta al ranking ATP per cinque volte. La prima durò 53 settimane, fino all’8 luglio 2012. La seconda, lunga 48 settimane, dal 5 novembre 2012 al 6 ottobre 2013. La terza, per 122 settimane, dal 7 luglio 2014 al 6 novembre 2016, quando la carriera del serbo – sia per motivi fisici sia per ragioni personali – sembrava ormai compromessa. Ma a Wimbledon 2018 Djokovic trovò la forza per risorgere e il 5 novembre di quell’anno diventò numero 1 per la quarta volta, restandolo per altre 52 settimane fino al 3 novembre 2019. Poi, la quinta, dal 3 febbraio dello scorso anno fino a oggi, vale a dire 36 settimane. Per quanto riguarda lo scorso anno, vanno tenute in considerazione le 22 settimane di sospensione – dal 23 marzo al 23 agosto – a causa della pandemia di coronavirus.

In questi ultimi dieci anni, per ben sei volte Djokovic ha chiuso la stagione al primo posto (2011, 2012, 2014, 2015, 2018, 2020), eguagliando il record di Pete Sampras. È inoltre l’unico giocatore dell’era Open insieme a Rod Laver (che vinse due volte il Grande Slam, nel 1962 – all’epoca dei dilettanti – e nel 1969 tra i professionisti) ad aver detenuto i quattro titoli del Grande Slam contemporaneamente, seppur in due distinte stagioni: Wimbledon e US Open 2015, Australian Open e Roland Garros 2016.

Da quando l’ATP stila la classifica mediante il computer, vale a dire dal 22 agosto 1973, al vertice del ranking ci sono stati 104 avvicendamenti, con solamente 26 tennisti in grado di diventare numero 1. Il primo giocatore fu Ilie Năstase, che sarebbe rimasto in vetta per 40 settimane. A oggi, la Top Ten dei numeri 1 per il maggior numero di settimane è questa: Novak Djokovic 311, Roger Federer 310, Pete Sampras 287, Ivan Lendl 270, Jimmy Connors 269, Rafael Nadal 209, John McEnroe 170, Björn Borg 109, Andre Agassi 101, Lleyton Hewitt 80.

Questa, invece, la Top Ten ATP di questa settimana:

1. Djokovic Novak (SRB) 12.030 punti

2. Nadal Rafael (SPA) 9.850

3. Medvedev Daniil (RUS) 9.735

4. Thiem Dominic (AUT) 9.125

5. Tsitsipas Stefanos (GRE) 6.660

6. Federer Roger (SUI) 6.630

7. Zverev Alexander (GER) 5.615

8. Rublev Andrey (RUS) 5.019

9. Schwartzman Diego (ARG) 3.640

10. Berrettini Matteo (ITA) 3.480

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