Giochi Paralimpici invernali 2026, oggi la cerimonia di apertura

Giochi Paralimpici invernali 2026, oggi la cerimonia di apertura
Arena di Verona, foto di archivio (AP Photo/Francisco Seco)

Il direttore artistico Adriano Martella: “Il senso delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi è quello di unire i popoli in una comunità”

Tutto pronto per la Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali 2026. Lo spettacolo andrà in scena oggi, 6 marzo, all’Arena di Verona, teatro della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi 2026 di Milano-Cortina. ‘Life in Motion’ è il titolo di uno show che si sviluppa come un percorso simbolico che parte dalla connessione, un impulso capace di unire le persone, rafforzare la comunità e rendere visibile il valore delle relazioni come espressione di libertà, resilienza e trasformazione e inclusione. Una cerimonia che si svolgerà in un clima particolare, con una nuova guerra che preoccupa tutto il mondo e che rischia di avere un impatto anche sui Giochi Paralimpici vista ad esempio la presenza di un atleta iraniano nello sci di fondo.

Il direttore creativo della cerimonia Adriano Martella: “Il senso è unire i popoli”

“L’ode all’umanità che noi abbiamo disegnato, immaginato e portato in scena non si spegne di fronte ai fatti di cronaca, seppure gravissimi, che accadono intorno a noi”, ha detto a LaPresse Adriano Martella, direttore creativo della Cerimonia, a poche ore dall’inizio dello spettacolo. “Gli atleti Paralimpici in questo momento sono il nostro focus assoluto, attraverso il loro esempio e la loro capacità di esprimere un senso anche di comunità globale. Il senso delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi è proprio questo, di unire i popoli in una comunità che ha delle finalità molto chiare e che sono sia delle finalità sportive ma anche simboliche”, ha aggiunto il creativo di Filmmaster. “Nella nostra cerimonia, come in generale nei Giochi, lo spirito di fratellanza aleggia sempre e si respirerà anche nell’arena di Verona. Noi vogliamo portare avanti questa visione del mondo, dove le divisioni non hanno spazio mentre ha spazio una visione di accettazione delle differenze”, ha concluso Martella.

I portabandiera saranno volontari

Nei giorni scorsi è stato annunciato che i portabandiera delle varie delegazioni saranno dei volontari, non gli atleti. Questo non ha influito sulla organizzazione della cerimonia, così come gli annunciati boicottaggi di alcuni Paesi (Ucraina su tutti) vista la presenza ai Giochi di atleti di Russia e Bielorussia con la loro bandiera. “La decisione dei volontari come portabandiera è dovuta alle difficoltà logistiche, questi sono dei Giochi diffusi e quindi i territori di gara non si trovano a Verona, dove svolgiamo la cerimonia. Questa cosa noi la conosciamo già da tre anni – ha spiegato ancora Martella – e in realtà al di là della decisione presa ufficialmente e comunicata negli ultimi tempi, il nostro sforzo è stato quello di creare forme di coinvolgimento sia reale, sia fisico che digitale, per poter avvicinare tutti gli atleti, anche quelli che decidono di rimanere nei cluster, nei luoghi di gara, a questo momento della cerimonia”. “Il fatto che i portabandiera siano dei volontari in realtà semplicemente ci permette di trattare tutte le delegazioni allo stesso modo ma vedrete, con delle forme di partecipazione anche molto divertenti, per poter coinvolgere tutti gli atleti presenti nei luoghi di gara”, ha aggiunto. “Anche se non saranno tantissimi gli atleti a sfilare all’interno dell’Arena, ma qualche atleta ci sarà, abbiamo deciso comunque di restituire il senso della festa, della forte carica di entusiasmo per l’inizio dei Giochi Paralimpici attraverso la partecipazione incredibile di una band di DJ tra i più famosi al mondo, italiani anche loro, eccellenze tra le eccellenze”, ha sottolineato Martella con riferimento ai Meduza.

Lo show all’Arena di Verona: gli artisti

La Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 si fonda, infatti, su tre pilastri fondamentali, con artisti di livello internazionale e di diverse generazioni a rappresentarli: Arte, con il contributo del Maestro Emilio Isgrò, Jago e Marina Apollonio, voci autorevoli dell’arte contemporanea capaci di interpretare il presente e riscriverne i codici. Danza, affidata alla poetica fisica e visionaria di Yoann Bourgeois e i contributi di Emiliano Pellisari e Miky Bionic, esplorano il rapporto tra corpo, spazio ed equilibrio; Chiara Bersani, artista e performer, è stata coinvolta in tutta la Cerimonia come consulente ed occhio vigile sul racconto del mondo della disabilità. La creazione degli abiti di scena è affidata all’originalità della Costume Designer Silvia Ortombina. Musica, con un dialogo tra generi e linguaggi grazie a Meduza, Stewart Copeland, Arisa, Dardust e Vittorio Cosma, per una colonna sonora che unisce energia, emozione e sperimentazione. E in chiusura una Chain Song globale su ‘Nel blu dipinto di blu’, il celebre e iconico brano di Domenico Modugno, con contributi da tutto il mondo. “Io credo che il significato umano di questo show, che è una cerimonia ma che ha anche degli elementi di spettacolarità, passa attraverso la capacità di questo cast, di questa compagnia che abbiamo creato, di esprimere le proprie potenzialità, la propria visione, la propria essenza di persone straordinarie”, ha concluso Martella.

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