Sanremo 2026, Bertagnolli tra Festival e Paralimpiadi: “Ci siamo anche noi”

Sanremo 2026, Bertagnolli tra Festival e Paralimpiadi: “Ci siamo anche noi”
Giacomo Bertagnolli alle Paralimpiadi di Pechino

Lo sciatore ipovedente sarà sul palco dell’Ariston mercoledì

Con le sue otto medaglie paralimpiche è tra le punte di diamante dell’Italia alle Paralimpiadi di Milano Cortina. Giacomo Bertagnolli mercoledì calcherà il palco del teatro Ariston di Sanremo per promuovere le Paralimpiadi di Milano Cortina che prenderanno il via il 6 marzo e che tutti si augurano siano un successo come i Giochi appena conclusi.

“L’ho saputo circa una settimana fa. Io spero ci dedichino il giusto spazio perché secondo me è importante, soprattutto a cinque giorni dall’inizio delle Paralimpiadi, mandare il messaggio che ci piacerebbe avere il sostegno della gente”, ha detto a LaPresse il 27enne di Cavalese ipovedente sin dalla nascita a causa di un’atrofia del nervo ottico, ma che ha iniziato a sciare ad appena due anni. In carriera ha vinto quattro ori paralimpici tra Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, oltre a diciassette medaglie mondiali (dieci ori), due Coppe del Mondo generali e undici di specialità sempre nello sci alpino.

“E’ la mia terza Paralimpiade, quindi pian piano mi sto abituando al grande evento, nel senso che per noi la Paralimpiade, rispetto a una Coppa del Mondo o a un Mondiale è totalmente un evento a un altro livello. Quindi la tensione che si prova e anche l’emozione è tutta un’altra cosa. Poi quest’anno che sono in Italia e avrò amici, parenti, la mia ragazza che verranno a vedermi”, ha aggiunto. Il calendario di gare dell’atleta della val di Fassa è serratissimo: si parte il 7 marzo con la discesa libera, poi il 9 il Super G, il 10 la Supercombinata, il 13 il gigante e domenica 15 lo slalom speciale. “Diciamo che c’è una grande aspettativa nei miei confronti, ma anch’io ho una grande aspettativa nei miei confronti, perché comunque voglio fare bene, dimostrare quel che posso fare e mettere in campo, in pista, tutte le fatiche, gli sforzi, gli allenamenti, i sacrifici fatti in questi anni”, ha detto. “Il mio obiettivo è non mettermi troppa pressione addosso. Quindi se parto con l’idea che voglio vincere cinque medaglie d’oro, è possibile, sì, però dall’altra parte ti mette una pressione addosso che poi ti potrebbe giocare brutti scherzi”, ha ammesso. “Quindi l’idea è quella di arrivare il più tranquillo possibile, divertirmi, sciare come so sciare, che tanto di allenamenti e di preparazione ne abbiamo fatta anche troppa” e trovare “il giusto equilibrio tra fare una buona Paralimpiade, divertirmi e ipoteticamente spero portare a casa anche dei buonissimi risultati”.

La gioia per le medaglie olimpiche

Un Bertagnolli caricato anche dall’aver visto i successi azzurri ai Giochi. “Vedere Brignone e Franzoni mi ha dato una grande carica, persone che avevano una motivazione forte per fare bene, per impegnarsi e la stessa cosa la sto cercando di fare io”, ha detto. Prima dei Giochi mercoledì c’è l’appuntamento di Sanremo, una vetrina importante per promuovere tutto il movimento paralimpico. “Avere il pubblico in fondo alle gare o nel palazzetto per lo sledge hockey, sentire il calore di casa, il tifo e il supporto anche tramite social per noi è qualcosa che ci manca ancora e che io in particolare ne soffro perché comunque sai un atleta ad alti livelli che vince e dà una grossa motivazione, oltre al risultato, avere la gente che ti segue, che ti prende anche come esempio”, ha raccontato. “E’ un’occasione che passa adesso”, ha detto. “Noi vogliamo logicamente mantenere alte le aspettative perchè per noi atleti paralimpici sarà una bellissima occasione e anche un bel palcoscenico. La botta di visibilità, di sponsor, anche economica a noi arriva solo e unicamente dalle Paralimpiadi e quindi questo per noi atleti italiani soprattutto è il più grande palcoscenico che possiamo mai avere nella nostra vita, nella carriera di atleti e quindi è da sfruttare”, ha spiegato ancora. “Dall’altra parte io dico anche che è una bellissima opportunità per tutti quelli che le seguiranno perché comunque dà la possibilità di vedere dal vivo o in tv, delle realtà completamente diverse che la gente non conosce, e che però può dare un grandissimo stimolo anche alle persone a vedere come atleti con varie disabilità riescono ad affrontare tutte queste problematiche”, ha aggiunto.

Ai Giochi Paralimpici gli atleti russi e bielorussi con la bandiera

I Giochi Paralimpici di Milano Cortina avranno per la prima volta, dopo 4 anni, gli atleti russi e bielorussi al via con la loro bandiera nazionale. Una decisione, quella del Comitato Paralimpico Internazionale, che fa discutere e creato inevitabilmente polemiche. “A me sinceramente fa piacere che ci siano, che abbiano la possibilità di gareggiare, anche se in questo caso andrebbe anche un po’ a scapito mio, nel senso che avendo meno avversari con cui competere hai più possibilità di vincere. Però dall’altra parte secondo me è giusto che loro possano gareggiare con la bandiera loro o senza, ecco questo lo lascio giudicare ad altri”, è il parere di Bertagnolli. “Quello che sta succedendo non è la prima e purtroppo non sarà neanche l’ultima. Secondo me è giusto che degli atleti che sono persone esattamente come noi e che non c’entrano nulla con tutto quello che sta succedendo, abbiano l’opportunità di gareggiare alle Paralimpiadi”, ha aggiunto. “Secondo me bisogna scindere le due cose: una è la politica e un’altra è lo sport. Nel 2018 quando eravamo andati in Corea mi ricordo c’era la questione con la Corea del Nord e c’erano carri armati, caccia che giravano ovunque. Poi di nuovo nel 2022 oltre al Covid c’è stata la guerra tra Russia e Ucraina, ecco io spero che quest’anno almeno si riesca a mettere un po’ da parte queste cose e lasciare fare il suo corso allo sport”, ha concluso Bertagnolli.

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