Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, tra musica e danza Verona è pronta ad accendersi per chiudere i Giochi dell’armonia in bellezza. La città da sempre associata a Romeo e Giulietta, ospiterà domenica l’atto finale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina all’interno dell’antica Arena romana, dove circa 1.500 atleti celebreranno le loro imprese percorrendo poco più di un’ora di auto da Milano e tra le due e le quattro ore dalle sei località di montagna.
Sono Giochi ‘diffusi’ ma la voglia di esserci resta comunque tanta a coronamento di oltre due settimane di passione e colore, tra gioie e dolori, trionfi e cadute. Il ‘danseur noble’ Roberto Bolle, il ballerino italiano più famoso e conosciuto al mondo, ha provato in questi giorni in gran segreto, insieme a circa 350 volontari, per mettere in scena uno spettacolo intitolato ‘Bellezza in movimento’, che inquadra la grazia e l’eleganza come qualcosa di intrinsecamente dinamico. La tradizione dell’opera italiana è la più celebre della musica lirica nel mondo, è dal dicembre del 2023 patrimonio protetto dall’Unesco. E la riconoscibilità di un’arte che unisce musica, teatro e recitazione e celebra il suo profondo impatto sociale e culturale, emergerà nel corso della cerimonia. Ma non solo.
Protagonisti gli atleti, ma anche Bolle, Lauro e Gabry Ponte
Tra gli altri artisti italiani protagonisti figurano il cantante Achille Lauro e il DJ Gabry Ponte, i cui successi si sono potuti sentire a tutto volume dall’Arena durante le prove di questi giorni. Sarà una serata più intima rispetto alla cerimonia di apertura che si è svolta allo stadio di San Siro di Milano, con circa 12.000 persone presenti rispetto alle oltre 60.000 che hanno seguito dal vivo l’inaugurazione. “La bellezza non può essere fissata nel tempo. Questo antico monumento è bello se è vivo, se continua a cambiare”, ha affermato il produttore della cerimonia, Alfredo Accatino. “E questo è ciò che vogliamo raccontare: un’Italia che cambia, e anche la bellezza del movimento, la bellezza dello sport e la bellezza della natura”, ha aggiunto tracciando il filo conduttore della serata.
L’Arena di Verona, luogo di intrattenimento da 2.000 anni

L’Arena è stata un luogo di intrattenimento popolare fin dalla sua prima costruzione nel I secolo d.C., anticipando di decenni il più grande Colosseo romano. Accatino ha affermato che l’antico monumento riserverà alcune sorprese all’interno dei suoi vasti tunnel. “Sotto l’Arena c’è un mondo misterioso che nasconde tutto ciò che è accaduto. E a un certo punto, questo mondo verrà fuori”, ha sottolineato Accatino, promettendo “qualcosa di molto bello”. Non resta che attendere. La cerimonia si aprirà con gli atleti che sfileranno attraverso Piazza Bra fino all’Arena, che un tempo fungeva da palcoscenico per combattimenti tra gladiatori e animali esotici. Il palco della cerimonia di chiusura è stato ispirato da una goccia d’acqua, per unire simbolicamente le sedi olimpiche montane con la Pianura Padana, dove si trovano Milano e Verona, e per ricordare che i Giochi invernali stanno subendo un cambiamento climatico. Un altro elemento distintivo di questi Giochi che guardano al futuro e a come preservarlo. “Solo gli italiani possono utilizzare monumenti del genere per eventi speciali, quindi questo è davvero unico, molto raro”, ha detto Maria Laura Iascone, responsabile delle cerimonie del comitato organizzatore locale.
La cerimonia, che celebrerà anche il passaggio di testimone tra Milano Cortina e l’edizione 2030 in programma sulle Alpi Francesi, si concluderà con lo spegnimento della fiamma olimpica e uno spettacolo di luci sostituirà i fuochi d’artificio (vietati a Verona per proteggere gli animali da eventuali disturbi). Ma la serata ha l’obiettivo di fare da ponte con gli altri Giochi che verranno, quelli Paralimpici che proprio a Verona il 6 marzo verranno aperti. Un modo per dire che le Olimpiadi in fondo non finiscono mai.

