Lucia Dalmasso, la favola dell’atleta bronzo alle Olimpiadi 2026 nello snowboard dopo sogni spezzati e infortuni

Lucia Dalmasso, la favola dell’atleta bronzo alle Olimpiadi 2026 nello snowboard dopo sogni spezzati e infortuni
Lucia Dalmasso festeggia al traguardo (AP Photo/Lindsey Wasson)

La gioia a Milano Cortina: “Questo bronzo è tutto”

Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 la favola del bronzo di Lucia Dalmasso nello snowboard. Una medaglia che non è il frutto della resilienza. Per lei quel bronzo pesantissimo che ha al collo e che gira tra le mani ancora incredula “è semplicemente tutto”. C’è dietro una storia di sofferenza, tenacia e sacrificio nella medaglia olimpica conquistata nello snowboard da Lucia Dalmasso nel gigante parallelo femminile, la sesta per lo snowboard italiano da quando questa specialità ha fatto la sua apparizione ai Giochi di Nagano ’98.

Dallo sci alpino allo snowboard dopo un grave infortunio

Fino a non troppi anni fa la ragazza di Feltre, nata proprio in quell’anno, era una promessa dello sci alpino, inserita nel gruppo Futur Fisi della Nazionale. Ma non aveva fatto i conti con il destino: un serio infortunio ai crociati di tutte e due le ginocchia le stravolge i piani. Mamma Elena e papà Pietro la aiutano però a tornare in pista, ma si cambia ‘progetto’ per via dell’infortunio. Per questo sperimenta l’adattamento allo snowboard e con la tavola è amore a prima vista, un colpo di fulmine che fa nascere dalle ceneri una nuova carriera. Che l’ha portata fino alla conquista di un podio olimpico, a ventiquattro anni di distanza dal bronzo di Lidia Trettel a Salt Lake City 2002.

“Adesso posso sognare ancora più in grande”

“Continuo a toccare questa medaglia. A quella ragazzina con il crociato rotto di ormai 13 anni fa cosa direi? Sarebbe felice, ho iniziato a gareggiare a 5/6 anni quando facevo le prime gare, salire sul podio è sempre stato un sogno. Ci sono arrivata e adesso posso sognare ancora più in grande”, ha dichiarato l’azzurra con gli occhi rossi di lacrime e felicità. Nel gennaio 2023 ottenne il primo podio in Coppa del Mondo (seconda nel PGS nordamericano di Blue Mountain) e nello stesso mese dell’anno dopo il primo successo a Scuol. Ancora nel 2023 sfiora il podio ai Mondiali di Bakuriani, dove chiude al quarto posto. Si diverte leggendo e disegnando le mete dei suoi prossimi viaggi. E non vuole fermarsi sul più bello, lei che a Milano Cortina ha coronato il sogno olimpico per la seconda volta in carriera. “La tavola mi dà grandi emozioni perché quando mi sono rotta i crociati non ci ho più creduto, poi ho ricominciato. Mi sono divertita e ho continuato a divertirmi. È stato un evolversi di emozioni e di risultati e continuerò a crescere. Io non vedo l’ora di arrivare alla prossima Olimpiade tra quattro anni. Questa medaglia per me significa tutto, non è resilienza è tutto”, ha sottolineato. Per arrivare sul podio ha dovuto vincere anche due ‘derby’, non proprio il massimo. Ma l’aumento delle difficoltà, anche emotive, non l’ha scalfita: “Speravo di non finire contro un’altra italiana. Non è certo il sogno di tutti, speravamo in più medaglie ma va bene così”. A spingerla sul tracciato di Livigno c’erano mamma, papà e due amiche. “Ma la dedica va anche al nonno, alla Guardia di Finanza, al Coni e alla Fisi e a tutti quelli che comunque mi hanno creato una famiglia intorno e che ci hanno creduto”. Perché una medaglia è un successo condiviso e ha sempre almeno due facce. 

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