Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 è subito super Italia. Non c’è l’oro tanto agognato ma sulla ‘Stelvio’ spunta un doppio podio azzurro con Giovanni Franzoni e Dominik Paris, che diventa il più bel viatico per una Olimpiade tutta a tinte tricolori. La discesa libera traccia la strada al Team Italia conquistando in un colpo solo due medaglie gonfie di storia e di bellezza. Su un tracciato baciato dal sole e allestito in maniera perfetta, Giovanni Franzoni da debuttante olimpico prolunga il suo gennaio da sogno, conferma il suo momento magico e seppellendo la tensione conquista un argento inimmaginabile neanche un anno fa, precedendo Dominik Paris che così riscatta il quarto posto di PyongChang 2008. Gli azzurri devono inchinarsi solo davanti alla perfezione dimostrata dallo svizzero Franjo von Allmen, altro talento della new age, che ha pennellato una discesa perfetta costruendosi la vittoria sulla ‘Carcentina’: sceso con il pettorale numero 8 l’elvetico ha anticipato di pochi metri il tratto della Carcentina, quanto basta per prendere quella velocità in più che gli ha consentito sul salto di San Pietro di fare la differenza e spezzare subito il sogno del favorito numero uno Marco Odermatt.
Sembrava che il tempo di 1’51″61 fatto segnare dal bernese fosse difficile soltanto avvicinarlo ma l’unico a far tremare il giovane svizzero è stato Franzoni che sul traguardo ha accusato un ritardo di appena 20 centesimi, accumulato proprio sulla ‘Crescentina’. Cinquanta invece i centesimi di ritardo di Paris che senza fare errori nella parte alta ha così buttato giù dal podio Odermatt, che ancora una volta fallisce l’appuntamento con l’oro olimpico in discesa libera. Undicesimo e diciassettesimo posto per gli altri due azzurri, Matteo Casse e Florian Schieder.
Per Von Allmen doppietta Mondiali-Olimpiadi
Von Allmen abbina così lo scettro olimpico al titolo iridato dello scorso anno, Franzoni invece corona con un argento brillante un momento magico: “Pensare a inizio stagione di poter vincere a Kitzbuehel e di portare una medaglia in discesa… beh, sono cose che non avrei mai immaginato”, ha commentato Franzoni che faticava a contenere l’emozione. “E’ stata una gara strana, non ho avuto tanta tensione in questi giorni, l’ho vissuta un po’ così. Poi man mano che si è avvicinata la partenza mi è salita. Ho guardato Monney e Odermatt che hanno sciato benissimo, poi è sceso Von Allmen e mi sono detto ‘cavolo, per battere questi ce ne vuole’. Sono partito subito decisissimo, la pista era fantastica anche da sciare, purtroppo alla Carcentina dove ho sbagliato in prova non l’ho fatta pulitissima, ho lasciato lì due decimi. Ma va bene così”, ha aggiunto l’azzurro che considera la pressione un privilegio per dare il massimo, senza paura. “Il bronzo di Paris? Se oggi riusciamo a farcela insieme penso sia il podio esatto da fare, è assurdo quanto ti cambi la testa”, ha aggiunto.
Per ‘Domme‘ questo podio inseguito da tempo “è la chiusura di un cerchio, adesso ho fatto tutto, sono riuscito a fare anche più di quello che sognavo. Sono felice per me e per tutte le persone che sono felici per questo mio risultato”. Dominik sa che questa era la sua ultima chance olimpica e non ha steccato: “Un podio qui non era affatto scontato. Solo su questa pista potevo cogliere una medaglia”, ha sottolineato l’azzurro che non svela quale sarà il suo futuro: “Continuerò a divertirmi”.
Per il debuttante di Manerba del Garda e il trentaseienne altoatesino, che sulla neve della mitica Stelvio ha già avuto modo in passato di scrivere memorabili pagine di storia grazie a sette vittorie (sei in discesa ed una in super-G) in CdM, si tratta del primo podio della carriera in una rassegna a cinque cerchi. Ma a festeggiare è l’intera Nazionale, ritornata nella top-3 di specialità ad un’Olimpiade a distanza di 12 anni dall’argento vinto da Christof Innerhofer a Sochi 2014. Grazie a questi due podi l’Italia (contando anche le edizioni estive) ha sfondato il muro delle 800 medaglie. L’Italjet va veloce, sfonda confini e spinge il team azzurro a sognare altri traguardi da record.

