Domani l'ultimo Gran Premio nella sua straordinaria carriera

Alla fine qualche lacrima è spuntata anche sul volto sempre sorridente di Valentino Rossi. L’ultimo weekend di gara del leggendario pilota di Tavullia, nove volte campione del Mondo, è iniziato con una serie di omaggi da parte della Dorna, la società che organizza il Motomondiale, dei piloti suoi colleghi e rivali in pista, ma soprattutto dei suoi tifosi sparsi in tutto il mondo. La sua linfa vitale, quelli che lo hanno spinto a correre fino a 42 anni. “Sono diventato qualcosa di diverso negli anni, una sorta di icona, questo è stato un grandissimo piacere. Per un pilota conta più il risultato, ma questa è stata la cosa migliore della mia carriera”, ha dichiarato un commosso Rossi nel corso della conferenza stampa in vista del Gran Premio della Comunità valenciana, ultima gara dalla sua straordinaria carriera, mentre su uno schermo alle sue spalle scorrevano le immagini e le parole dei suoi fan.

Prima della conferenza, il Ceo di Dorna Carmelo Ezpeleta ha svelato un enorme murale colorato di giallo con la scritta “#GrazieVale”. Del campione italiano sono state poi mostrate tutte le moto con il numero 46, con cui si è reso protagonista durante i suoi 26 anni di carriera nel Motomondiale. Rossi le ha provate tutte, raccontando anche aneddoti curiosi su ognuna, come sulla Yamaha che tiene in camera da letto. “Le moto le ho quasi tutte a casa mia, tranne le Honda. Vederle tutte insieme è stato commovente, ho pensato a tutta la strada fatta. E’ stato un percorso molto lungo”, ha detto. “E’ un momento molto importante per me, vedere le mie moto e tutti i piloti qui è una grande sensazione. Io darò il massimo fino a domenica, speriamo nel bel tempo e vedremo”, ha aggiunto. “Da lunedì poi la mia vita sarà tutta diversa, non ci ho ancora pensato ma voglio solo divertirmi anche perchè dopo continuerò a correre sulle quattro ruote”, ha ribadito il Dottore.

Motomondiale Misano: il sabato pre gara di Valentino Rossi

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Il bilancio di Valentino Rossi

La tradizionale conferenza del giovedì, con tutti i piloti schierati in platea ad ascoltarlo, è stata anche l’occasione per Valentino di tracciare un bilancio della sua straordinaria carriera. “Sarebbe stato importante vincere il decimo, sarebbe stato come chiudere il cerchio, ma è andata così”, ha detto. “A volte nel corso degli anni ho pensato di essere alla fine della carriera, soprattutto dopo il 2012, ma poi ho corso per altri 10 anni”, ha aggiunto. “In questi ultimi mesi ho cominciato a capire meglio cos’ho fatto in questi anni. Sono orgoglioso”, ha detto. Fondamentali per alimentare la sua leggenda sono state le grandi rivalità. “Penso a Biaggi, un italiano, ma poi anche con Stoner, Lorenzo, Marquez… E’ stato speciale”, ha ammesso Vale. Quindi l’epilogo. “Il momento più brutto è stato quando ho deciso di smettere. Se fossi stato più competitivo avrei probabilmente continuato. In lacrime dopo ultima gara? Non posso prevedere le mie sensazioni. Di solito in quei momenti sorrido, non piango, il mio carattere è così”, ha concluso Rossi.

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