Nove tappe, quasi metà percorso completato e una certezza: Jonas Vingegaard è il padrone del Giro d’Italia 2026.
Il corridore danese del Team Visma Lease a Bike, in questa prima parte dell’edizione numero 109, ha dimostrato non solo di essere il più forte, ma di comandare letteralmente la corsa. Quando la strada sale non ce n’è per nessuno. Sia sul Blockhaus, sia a Corno alle Scale ‘Vingo’ ha dominato senza discussione alcuna. Nella seconda circostanza la vittoria è arrivata senza neanche compiere un attacco vero e proprio. Al momento, senza considerare eventuali colpi di scena che il ciclismo può sempre regalare, nessun altro corridore sembra essere autorizzato a sognare. L’unico che ha provato a tenere botta è Felix Gall, ma la strada ha sentenziato che, a oggi, all’austriaco manca qualcosa.

La maglia Rosa – al momento il danese è al secondo posto della classifica generale staccato di poco più di 2 ‘ dal leader Afonso Eulalio – sembra essere solo una questione di tempo. Una prima occasione per piazzarsi in vetta potrebbe presentarsi martedì alla ripresa con la cronometro di 42 km da Viareggio a Massa. La sensazione è che il cambio di maglia (Vingegaard indossa la maglia Azzurra destinata al miglior scalatore) avverrà solo quando lui vorrà. Chi proverà a difendere il simbolo del primato è invece l’attuale leader della generale: il corridore portoghese della Bahrain Victorious è una delle sorprese di questa edizione della ‘Corsa Rosa’. Dopo aver preso la maglia nella folle tappa di Potenza, Eulalio ha resistito sia sul Blockhaus che a Corno alle Scale. Il portoghese è anche il leader della classifica della maglia Bianca Conad, quella riservata ai più giovani.

Delusione Italia
Per quanto riguarda l’Italia, dopo questa prima fase, c’è un po’ di delusione: solo un successo di tappa, quello di Davide Ballerini a Napoli, e la vana attesa per Giulio Pellizzari. Il corridore della Red Bull-Bora hansgrohe è andato in difficoltà sia sul Blockhaus che a Corno alle Scale. Al momento Pellizzari è nono in classifica generale con un ritardo di oltre 5′ dal primo posto. Certo, il Giro è ancora lungo e ci sarà spazio per provare a risalire, ma resta un po’ da capire quelle che sono le reali condizioni fisiche del marchigiano. Sempre a proposito di delusioni fa rumore lo zero alla casella vittorie per Jonathan Milan. Lo sprinter della Lidl-Trek non è ancora riuscito a trovare l’acuto vincente. Una mancanza a cui non è abituato.

