Jonas Vingegaard ha vinto la settima tappa del Giro d’Italia 2026, la Formia-Blockhaus. Decisiva l’azione a circa 4,5 km dalla fine, quando il capitano del Team Visma Lease a Bike ha staccato l’azzurro Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), arrivato al traguardo con poco più di un minuto di ritardo. Vingegaard ha preceduto l’austriaco Felix Gall della Decathlon AG2R La Mondiale Team.
Vingegaard: “Giornata speciale, ma posso migliorare”
“È una giornata speciale, è la mia prima vittoria al Giro d’Italia. La squadra ha fatto un grande lavoro. Credo di poter ancora migliorare nel corso del Giro”. Così ai microfoni di RaiSport Jonas Vingegaard. Vingegaard ha poi anche commentato il secondo posto di Gall: “La sua prova non mi ha sorpreso“.
Pellizzari: “Peccato aver buttato tutto per seguire Vingegaard”
“Ho lottato molto forte, ma ho esagerato. È una lezione, mi dispiace aver buttato tutto per aver seguito Vingegaard”. Così ai microfoni di RaiSport il corridore della Red Bull – Bora – hansgrohe Giulio Pellizzari. Il corridore azzurro è arrivato con un distacco di 1’05” dal danese sul traguardo del Blockhaus.

Maglia Bianca Conad resta a Eulalio: il portoghese tiene anche la maglia Rosa
Non cambia la maglia Rosa: il portoghese Afonso Eulalio della Bahrain Victorious conserva il primato della classifica generale nonostante un arrivo con circa due minuti di ritardo dal vincitore di giornata Jonas Vingegaard. Il danese sale però al secondo posto della generale, a 3’17” dal leader, e conquista anche la maglia Azzurra dedicata agli scalatori. Eulalio mantiene inoltre la maglia Bianca, sponsorizzata da Conad, riservata al miglior giovane, in una giornata complicata invece per Igor Arrieta, che la indossava alla partenza. Tra gli italiani resta in evidenza Giulio Pellizzari, quinto in classifica a 4’28” dalla vetta. Nessun cambiamento infine per la maglia Ciclamino della classifica a punti, ancora sulle spalle del francese Paul Maigner della Soudal Quick-Step.
Eulalio: “Sopravvissuto a tappa difficile”
“Sono sopravvissuto a questa tappa così lunga e difficile, la squadra ha fatto un lavoro fantastico e Damiano Caruso mi ha aiutato”. Così a RaiSport Afonso Eulalio. “Nella prima parte della salita c’era tanto vento e ho provato a restare attaccato al treno della Visma con la consapevolezza che quando sarebbe partito Vingegaard avrei solo dovuto solo limitare i danni“, ha detto ancora Eulalio.

