La Basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle, a Padova, ospita i funerali di Alex Zanardi. L’ex pilota di Formula 1 e plurimedagliato paralimpico azzurro è morto il 1° maggio all’età di 59 anni. “Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari”, aveva fatto sapere la famiglia del campione. Tra i presenti alla cerimonia il ministro dello Sport Andrea Abodi, l’atleta paralimpica Bebe Vio, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò e l’ex sciatore alpino Alberto Tomba.
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“C’è qualcosa che forse non sanno. Un piccolo aspetto dell’Alex di casa. Non dell’Alex che vince le Paralimpiadi o i mondiali di Indy, ma l’Alex che si fa il caffè, che il sabato sera impasta la pizza, che ti guarda e dice: ascoltami, aiutami un attimo a ‘pistolare’ con lo spid che io non ci capisco niente”. A dirlo è Nicolò Zanardi, figlio di Alex, intervenuto al termine della cerimonia funebre nella basilica di Santa Giustina a Padova.
Nicolò ha raccontato un padre lontano dall’immagine pubblica del campione: un uomo che affrontava le piccole cose quotidiane col sorriso, dagli occhiali che sembravano telescopi al telefono tenuto a cinque metri dal viso. “Quando lo vedevo fare il caffè o impastare la pizza, sempre col sorriso, ho capito una cosa che lui aveva sempre detto – ha proseguito – che non è necessario pensare alle grandi sfide per trovare la gioia. Parte dalle piccole cose”. Il figlio ha poi tratto la morale di quella lezione silenziosa: “Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa. Chiunque può averla”, ha concluso Nicolò.
“Combattente. Credo che questa parola racchiuda la tua essenza più vera”. A dirlo è Barbara Manni, cognata di Alex Zanardi, che ha preso la parola a nome della famiglia davanti all’altare della basilica di Santa Giustina a Padova, al termine della cerimonia funebre. Manni ha ricordato la moglie Daniela: “La tua compagna di vita insostituibile, complice di questa vita non ordinaria che ti sei scelto – ha proseguito – che con i fatti e i gesti di ogni giorno ha dimostrato a tutti che la vita non necessariamente ti deve sopraffare, ma che si può aggredire e prendere a morsi”.
La cognata ha poi rivolto un pensiero al figlio Nicolò e ai nipoti Nicola e Francesco, sottolineando come senza il sostegno silenzioso di chi è rimasto accanto ad Alex, “la storia che abbiamo ammirato fino ad oggi probabilmente non sarebbe stata la stessa”. La cerimonia si è conclusa con l’ascolto di Combattente di Fiorella Mannoia, canzone scelta dalla famiglia in onore del campione.
“Tutta l’Emilia-Romagna è nel sorriso di Zanardi. Come Bologna gli abbiamo voluto consegnare il Nettuno d’oro perché abbiamo riconosciuto in lui il volto più bello della nostra terra”. A dirlo è Matteo Lepore, sindaco di Bologna, arrivando ai funerali di Alex Zanardi nella basilica di Santa Giustina a Padova. Lepore ha definito il campione “un grande esempio nella vita e nello sport”, sottolineando come il suo messaggio di positività, mantenere il sorriso nonostante le difficoltà, incarnasse qualcosa di profondamente emiliano. Anche Bologna ha proclamato il lutto cittadino. “Bologna ricorderà Zanardi perché è una di quelle figure che rimangono nella storia”, ha concluso Lepore.
Un lungo applauso ha accolto l’ingresso del feretro di Alex Zanardi nella basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle a Padova, gremita di gente per l’ultimo saluto al campione paralimpico morto il 1° maggio all’età di 59 anni. Sull’altare l’handbike del campione; intorno alla bara, in cerchio, i ragazzi dell’associazione Obiettivo3. La messa è officiata da don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova e grande amico di Zanardi. Sul sagrato le corone della Ferrari e della Bmw.
Tra i presenti il ministro dello Sport Andrea Abodi, l’atleta paralimpica Bebe Vio con i genitori, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente della Formula 1 Stefano Domenicali, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il sindaco di Noventa Padovana Marcello Bano, il comune dove Zanardi risiedeva con la famiglia e che ha proclamato il lutto cittadino, il giornalista Ivan Zazzaroni e l’ex sciatore Alberto Tomba e l’ex governatore del Veneto, Luca Zaia. Di fianco all’altare un uomo tiene un grande cartello con scritto: Addio Alex, il tuo mito non morirà mai.
“È l’emblema della positività: da quell’incidente del 2001, nel quale ha perso le gambe, è venuta fuori una rimonta straordinaria. Ori paralimpici, un argento a Londra, un palmares di tutto rispetto nonostante quello che era accaduto”. A dirlo è Luca Zaia, presidente del consiglio regionale del Veneto, arrivando ai funerali di Alex Zanardi nella basilica di Santa Giustina a Padova.
Zaia ha ricordato anche l’impegno sociale del campione: l’ultima volta che lo aveva incontrato era per un’iniziativa benefica destinata alla costruzione di pozzi in una scuola in Sud Sudan, promossa da imprenditori veneti. “Era attento al sociale – ha proseguito Zaia – e dava sempre messaggi positivi. I famosi cinque secondi: non concentrarti su quello che non hai fisicamente, ma su quello che hai. Lo ha dimostrato: ha perso le gambe e ha continuato a vincere”. Alla domanda su cosa resti di Zanardi, la risposta del presidente è stata netta: “Solo i pessimisti non fanno fortuna”, ha concluso Zaia.
“È stata una delle persone più importanti per il Comune, ma non penso solo per il Comune, per tutti noi. Una persona che si è sempre spesa per gli altri, straordinaria, perbene. Ci ha insegnato, dopo l’incidente del 2001, che io per esempio avrei considerato la fine, che invece ci si può tirare su e diventare campioni in un altro sport. Una persona che ci fa capire quanto nella vita non sia importante cadere, ma saper rialzarsi”. A dirlo è Marcello Bano, sindaco di Noventa Padovana, arrivando ai funerali di Alex Zanardi nella basilica di Santa Giustina a Padova. Il comune di Noventa Padovana, dove il campione aveva scelto di vivere con la sua famiglia, ha proclamato il lutto cittadino.

