Lunedì 9 marzo Tommaso Cerno ha debuttato su Rai2 con ‘2 di picche’, striscia quotidiana in cui affronta temi di attualità. Il programma del giornalista ha registrato il 5,4% di share e 63mila spettatori. La puntata ha però scatenato le critiche da parte dell’Usigrai. “Non contento dell’enorme danno di immagine dopo la telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, non pago di aver ridotto ai minimi termini l’audience di Raitre, questo vertice aziendale è riuscito a mettere nuovamente in grande difficoltà l’azienda e chi ci lavora chiamando l’ennesimo esterno”, si legge in un comunicato dell’esecutivo.
“Un collaboratore pagato 1000 euro al minuto, 11mila euro a puntata che ha esordito in onda dicendo agli italiani che non devono lamentarsi dei rincari dovuti dall’attacco all’Iran. Pura propaganda, pagata con il canone. Cos’altro attende i telespettatori nelle prossime puntate del programma del direttore de Il Giornale ed ex senatore eletto con il PD? La nostra solidarietà ai tanti colleghi e colleghe che resistono per garantire un’informazione equilibrata, plurale e completa come prevede il contratto di servizio”.
Pd: “Cerno ha violato la par condicio, chiediamo intervento Agcom”
Critiche anche da parte del Partito democratico. “Seconda puntata dei comizi al popolo da parte del direttore” del quotidiano ‘il Giornale’. “Pare sia andata persino peggio di quella di ieri, in termini di ascolti. Eppure la Rai, cioè tutti noi, ha pagato profumatamente il direttore Cerno per sentirne il monologo quotidiano militante, togliendo risorse ad altre trasmissioni”, si legge in una nota dei parlamentari dem in commissione Vigilanza Rai.
“Oggi però Cerno ha apertamente violato la par condicio, perché il suo monologo ha affrontato tematiche referendarie o comunque si è riferito ad esse, prendendo in giro – sorpresa – le forze politiche che sostengono il No. Evidentemente il direttore” de ‘il Giornale’ “non conosce le delibere vigenti che vietano tali pratiche e chiamano a una diretta responsabilità anche il Cda. Abbiamo dunque inviato una nuova segnalazione ad AgCom affinché valuti sanzioni per questa e altre potenziali violazioni riscontrate in questi giorni in Rai in favore del Sì”.
Gasparri (FI): “Azienda è degli italiani, non dell’Usigrai”
Una replica in difesa di Tommaso Cerno è arrivata da Maurizio Gasparri di Forza Italia. “La Rai appartiene agli italiani, non all’Usigrai. Il sindacato di sinistra continua a trattare il servizio pubblico televisivo come una proprietà privata e pretende di stabilire chi può parlare e chi no. In Rai, per fortuna, ci sono giornalisti indipendenti che fanno il proprio lavoro senza cedere a diktat ideologici”, ha detto il presidente dei senatori di FI. “Ma per l’Usigrai chi non si allinea alla sinistra è un nemico, perché l’ideologia viene prima della professionalità. È un atteggiamento fazioso, che rasenta la censura. La nostra solidarietà va a Tommaso Cerno e a tutti i giornalisti che si impegnano per un’informazione equilibrata, plurale e corretta”.

