Paolo Petrecca si dimette, dopo le Olimpiadi 2026 non sarà più direttore di Rai Sport

Paolo Petrecca si dimette, dopo le Olimpiadi 2026 non sarà più direttore di Rai Sport
Paolo Petrecca

La direzione del canale sarà affidata in via transitoria a Marco Lollobrigida 

 Il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell’Amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi e lascerà l’incarico al termine delle Olimpiadi 2026 di Milano–Cortina. Lo riportano fonti della Rai, precisando che la responsabilità di Rai Sport – in via transitoria – sarà affidata a Marco Lollobrigida

RaiSport sospende la protesta

RaiSport sospende la protesta dopo la notizia delle dimissioni del direttore, Paolo Petrecca. “Il Cdr e il fiduciario di Milano di Rai Sport attendono di incontrare l’azienda per capire quali decisioni sono state prese sul futuro di Rai Sport – si legge in una nota -. Intanto a seguito delle dimissioni del direttore la redazione sospende la protesta e ribadisce la richiesta di garanzie per il futuro, anche in relazione ai prossimi importanti appuntamenti internazionali. Serve una guida capace di affrontare le sfide che attendono la redazione e impegni organizzativi e produttivi all’altezza del compito di servizio pubblico che la testata assolve nel racconto dello sport”.

Pd: “Dimissioni necessarie ma tardive, emblema di Telemeloni”

 “Le dimissioni di Petrecca da RaiSport erano necessarie e arrivano comunque in ritardo. Petrecca è l’emblema di Telemeloni e del metodo con cui il Governo ha privilegiato logiche di appartenenza e vicinanza politica rispetto al merito e alla valorizzazione delle professionalità interne al servizio pubblico televisivo. Un’impostazione che ha finito per indebolire l’autorevolezza dell’informazione e più in generale dell’intero sistema Rai. Ora serve una vera discontinuità. Non si può continuare con il meccanismo del ‘rimuovere per promuovere’ o con semplici ricollocazioni interne. Il servizio pubblico ha bisogno di trasparenza, competenza e indipendenza, non di operazioni di facciata”. Così il capogruppo del Pd nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano. 

Floridia: “Ne parleremo in audizione Rossi in Vigilanza”

Il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell’ad Rai e “ne parleremo l’11 marzo con l’audizione di Rossi in vigilanza Rai”. Così la presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia a margine di un evento al Senato. “La riforma della Rai, invece, dovrebbe arrivare in aula dopo la settimana prossima”, ha aggiunto. 

Le gaffe nella cerimonia d’apertura

Il giornalista è stato al centro delle polemiche a causa della sua telecronaca della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi 2026 di Milano Cortina. Tante le gaffe e gli errori, tra cui aver confuso la presidente del Cio Kirsty Coventry con la figlia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Petrecca aveva preso il posto di Auro Bulbarelli. Gli errori di Petrecca durante la telecronaca sono diventati virali sui social e sono stati ripresi anche dalla stampa internazionale.

La nota del Cdr di RaiSport

Il Cdr di RaiSport aveva emesso una nota con la quale prendeva le distanze dal suo direttore e decideva di ritirare le firme dei giornalisti dai servizi e dalle dirette per tutta la durata delle Olimpiadi. “Ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache in attesa che l’azienda prenda finalmente coscienza del danno che il direttore di RaiSport ha recato nell’ordine: ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento”, si legge nella nota. “Questa non è una questione politica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma è una questione di rispetto e di dignità per il servizio pubblico. Da oggi alle 17 abbiamo chiesto la lettura di un comunicato sindacale in tutti i tg Olimpici e nelle trasmissioni mattina Olimpica e notti Olimpiche. Al termine dei Giochi attueremo il mandato di tre giorni di sciopero che la redazione ha votato dopo la doppia bocciatura del piano editoriale del direttore”. 

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