Giletti contro Ranucci, mostra la chat sulla “lobby gay”. Il conduttore di Report: “Non l’ho accusato”

Giletti contro Ranucci, mostra la chat sulla “lobby gay”. Il conduttore di Report: “Non l’ho accusato”
Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci (Foto LaPresse)

Scontro tra i due giornalisti di Rai3, con al centro Maria Rosaria Boccia

Scontro tra due dei conduttori di punta di Rai3, Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci, con al centro Maria Rosaria Boccia. Giletti, durante la sua trasmissione ‘Lo Stato delle cose’ di lunedì sera, ha mostrato le chat tra il giornalista di Report e Boccia su una presunta “lobby gay” di destra. Ranucci aveva dichiarato che le chat erano state ‘tagliate’ ma Giletti ha comunque mostrato una forte irritazione e si è sfogato: “Siamo giornalisti della stessa azienda, finire a parlare di questa roba è triste”.

Ecco il contenuto delle chat, i messaggi mostrati:

  • Boccia scrive a Ranucci: “Ho visto Cerno all’Aria che tira… è davvero scandaloso”
  • Il conduttore di Report la avvisa: “Quello è un altro del giro… giro gay, pericolosissimo”. “Amico di Marco Mancini, giro gay”, in riferimento all’ex dirigente dei servizi segreti.
  • Boccia: “Come Signorini”.
  • “Sì”, risponde Ranucci.
  • “E il signor B.”, aggiunge Boccia.
  • Ranucci conclude: “E Giletti”.

Ranucci: “Falso che io abbia accusato Giletti di essere legato a lobby gay”

“Ieri sera Giletti ha riproposto le chat tra me e Maria Rosaria Boccia. Dopo che gli avevo spiegato il senso delle mie chat, ha comunque deciso che l’ho accusato di fare parte di una lobby gay. Questo è falso, ma se ci tiene tanto a riconoscersi nella lobby gay è un problema suo, non mio. Io ho detto una cosa più grave che i due hanno fatto finta di non capire: Cerno e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini, lo 007 coinvolto nel rapimento Abu omar e dossieraggio illecito della security Telecom -Pirelli. Andiamo per ordine”. Così in un lungo post su Facebook Sigfrido Ranucci replica a Massimo Giletti.

Il giornalista di Report spiega che sia il conduttore che il direttore de Il Giornale Tommaso Cerno “sorvolano sulla figura di Mancini che invece è chiave nella chat, come è chiave la vicenda dell’incontro all’autogrill tra Renzi e Mancini. Cerno da direttore dell’Identità ha fatto realizzare vari articoli a Rita Cavallaro, che ha passato, stile Luca Fazzo, le veline di Mancini o degli avvocati senza contraddittorio”.

“La stessa operazione l’ha fatta Giletti, che ha sponsorizzato la teoria del complotto dei servizi e del Segreto di Stato smentite con sentenza definitiva dalla Procura e dal Tribunale di Roma, che ha dato ragione a Report”.

“Giletti ha spacciato per un’inchiesta sua, le carte degli avvocati di Mancini. Prova è che, raccontando le vicende dell’autogrill, ha commesso gli stessi errori dei legali: ha sbagliato nella ricostruzione della vicenda, il casello dell’autogrill e il dpcm in vigore quel 23 dicembre del 2020. Giletti è stato tanato in quest’operazione non da un giornale comunista, ma da un giornalista d’inchiesta, ruvido, ma bravo come Giacomo Amadori de La Verità”.

“Dispiace se ho deluso umanamente Giletti, del resto chi più di me ha provato il suo stesso stato d’animo quando ha cercato di rivelare la nostra fonte, cercando di delegittimarla. Si tratta dell’ ‘insegnante di sostegno che aveva scattato le immagini di Renzi e Mancini. Giletti si è recato con una telecamera nascosta davanti alla scuola dove la nostra fonte accompagnava le figlie, e ha rivelato la città dove viveva”, ribadisce Ranucci, specificando che “Giletti non ha fornito il contesto in cui ho parlato di Cerno come legato alla lobby gay”.

“Il direttore allora del Tempo, oggi de il Giornale, ed editorialista della Rai. Si era lasciato andare in un editoriale all’Aria che Tira, il cui tenore era stato poi riproposto e sintetizzato in un tweet. Difficile trovare un condensato di volgarità e misoginia. Enzo Biagi, Sergio Zavoli, Andrea Barbato solo per citarne alcuni si rivolgevano nella tomba”. 

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