Pixies a Milano, la lezione di rock alternativo della band amata da Cobain

Pixies a Milano, la lezione di rock alternativo della band amata da Cobain

Al Parco della Musica il gruppo di Boston ha celebrato 40 anni di carriera

Fondamentalmente stavo cercando di copiare i Pixies“. Così disse Kurt Cobain parlando di ‘Smells Like Teen Spirit’, la canzone che rese i Nirvana un fenomeno globale negli anni ’90 del grunge. Basterebbe questa frase a sigillare l’importanza del gruppo di Boston nel rock degli ultimi 40 anni, che Charles Thompson, questo il vero nome del leader Black Francis o Frank Black, e soci stanno celebrando con un tour che martedì sera ha toccato Milano nell’unica data italiana del gruppo. E i fan del rock alternativo, di cui i Pixies sono una sorta di Bibbia a cui ispirarsi, tra i quali Manuel Agnelli degli Afterhours, sono accorsi al Parco della Musica di Milano, a Segrate, per assistere alla lezione del gruppo Usa. Un pubblico non solo di reduci della stagione a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 ma composto anche di volti giovani, curiosi di vedere un gruppo seminale, che hanno affollato la location alle porte di Milano, indubbiamente più fruibile, grazie alle sue dimensioni contenute, di altri spazi all’aperto dispersivi che sembrano essere diventati il trend dell’estate dei concerti italiani. Una lezione fatta di canzoni nervose e acide, potenti e sghembe, con le chitarre del frontman e Joey Santiago che creano un muro di suono che però non è mai monolitico, ma vive di stop and go e digressioni, in cui paradossalmente è il basso che fu della leggendaria Kim Deal, uscita dal gruppo, a creare l’asse portante dei brani. Al suo posto c’è, già da qualche anno, l’inglese Emma Richardson, ex componente dei Band Of Skulls e affermata pittrice, che ricorda l’attrice Tilda Swinton,a ricoprire il ruolo in modo efficace. Alla batteria la macchina David Lovering, motore del suono Pixies.

Pixies a Milano, la lezione di rock alternativo della band amata da Cobain

Black Francis e soci ripercorrono la loro carriera macinando i classici

Sul palco i tre membri originari, aderenti alla loro immagine di anti-rockstar, con il loro aspetto normale e i loro outftit anonimi, più da tecnico del frigorifero che da rocker, concedono poco o nulla allo spettacolo, non parlano ma macinano il loro catalogo con tutti i classici che i fan vogliono ascoltare, dagli album dei primi anni cone ‘Come On Pilgrim’, ‘Surfer Rosa’ , ‘Doolittle’ e ‘Trompe le Monde’, e cover da intenditori, come l’iniziale ‘In Heaven (Lady in the Radiator Song)’, dalla colonna sonora di ‘Eraserhead’ di David Lynch, cantata dalla bassista, ‘Head On’ dei Jesus and Mary Chain e ‘Winterlong’ del maestro Neil Young. Nello show sfilano i brani abrasivi amati dagli aficionados come ‘Cactus’, ‘Hey’ , ‘Debaser’ e ‘Gouge Away’ ma anche le canzoni più melodiche come ‘Here Comes Your Man’ e ‘Monkey Gone to Heaven’. ‘Wave of Mutilation’ viene eseguita due volte, la prima in versione rock classica e poi riproposta nel finale in chiave acustica, definita dalla band ‘Uk Surf’. Nel finale non può mancare quella che forse è l’unica hit mainstream dei ‘Pixies’, ‘Where is My Mind’, resa famosa per essere stata utilizzata dal regista David Fincher nella scena finale del film di culto ‘Fight Club’. I Pixies chiudono alla loro maniera, anti-celebrativa, con la b-side ‘Into the White’, cantata ancora dalla bassista. Poi sorridono al pubblico e lasciano il palco, con la loro attitudine di basso profilo, che non va certo scambiata per arroganza.

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