Sal Da Vinci, grande festa a Napoli per la vittoria a Sanremo 2026: “Non rispondo a provocazioni”

Sal Da Vinci, grande festa a Napoli per la vittoria a Sanremo 2026: “Non rispondo a provocazioni”
Sal Da Vinci con il primo premio del Festival di Sanremo (Foto LaPresse/Marco Alpozzi)

Grande festa a Napoli per Sal Da Vinci reduce dalla vittoria al Festival di Sanremo 2026 con la sua canzone “Per sempre sì”.

Centinaia di fan si sono riuniti nello slargo della Torretta a Piedigrotta, quartiere del quale il cantante napoletano è originario. All’ingresso della sede della Municipalità è stato allestito un piccolo palco sul quale salirà il cantante, mentre i fan, alcuni dei quali sono in attesa da ore, intonano il ritornello della canzone vincitrice di Sanremo 2026.
La festa, inizialmente prevista per ieri, è stata rinviata di un giorno per evitare la concomitanza con i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore fallito. Dopo la festa in strada di oggi, nei prossimi giorni sarà la volta delle celebrazioni “istituzionali”: mercoledì 11 marzo alle 12, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, il sindaco Gaetano Manfredi conferirà a Sal Da Vinci il più alto riconoscimento cittadino, la targa con la Medaglia della Città di Napoli.

Il cantante saluta il suo quartiere: “Il premio è di tutti voi”

“Grazie veramente di cuore a tutti. Questo premio profuma di sogni realizzati, ma questo premio non è mio: è di tutti noi, di tutti voi“. Così Sal Da Vinci, rivolgendosi ai fan riuniti a Napoli nel quartiere dove il cantante è nato e cresciuto, mostrando loro il trofeo del Festival di Sanremo vinto con la sua canzone “Per sempre sì”. Il ritorno di Sal Da Vinci a Napoli è stato celebrato con un incontro ai piedi della sede della Prima Municipalità nello slargo della Torretta, luogo dove, come ha ricordato lo stesso cantante, “quando ero molto giovane giocavo a pallone con i miei amici del quartiere”. Accompagnato dalla moglie Paola Pugliese e dai suoi familiari, sulle note della canzone vincitrice del festival, Sal Da Vinci non ha nascosto la sua emozione “nel ritrovarmi su queste scale dopo tanti anni, nel tornare nel mio quartiere dove è partito tutto, dove mi avete accolto sempre con amore e mi avete sostenuto. L’eco di questo quartiere, della Torretta, è arrivato in tutto il mondo. Ho sentito il vostro calore, la vostra energia e il vostro supporto, non mi avete lasciato solo neanche un attimo”.

“Avrò parlato 12 ore al giorno, ho finito tutte le parole intelligenti che avevo – ha aggiunto Sal Da Vinci – ma voglio ringraziare tutti i vicoli che ho frequentato, tutte le case dei miei amici che mi hanno accolto, tutto il quartiere della Torretta, tutte le bellissime passeggiate sul lungomare di Napoli, tutte le bellissime domeniche trascorse sui pontili di Mergellina. Grazie veramente di cuore a ogni angolo di questo quartiere che porto nel cuore e che vive con me”.
La presidente della Prima Municipalità di Napoli, Giovanna Mazzone, ha consegnato una targa a Sal Da Vinci. “La Municipalità 1 – si legge sulla targa – accoglie con orgoglio un artista che porta nel cuore le sue radici e la sua gente. Nato e cresciuto in queste strade, ha trasformato sacrificio e determinazione in un percorso esemplare, dimostrando che chi non smette di credere nei suoi sogni può raggiungere risultati straordinari”.

“Non rispondo a provocazioni, mia canzone parla d’amore”

“In questi giorni mi sono arrivate un sacco di provocazioni, magari a volte la mente genera delle cose un po’ strane. Io ho semplicemente portato una canzone che parla d’amore, se poi l’amore è una cosa violenta allora probabilmente siamo nel mondo sbagliato“. Così Sal Da Vinci in riferimento ad alcune critiche rivolte alla sua canzone e alla sua esibizione sanremese, ultima in ordine di tempo quella del giornalista Aldo Cazzullo.
“Vi prego, ognuno di voi, ve lo chiedo con umiltà, non rispondete alle provocazioni che ci vengono fatte. Non serve a niente, c’è solo qualcuno che avrà qualche like in più. Pensiamo alla musica e a tutta la bella gente di questa terra, e basta”.

© Riproduzione Riservata