Leo Gassmann va incontro senza patemi d’animo a Sanremo. Dopo la partecipazione alla gara dei Giovani, con vittoria, nel 2020 e l’esordio tra i Big nel 2023, il 27enne cantautore romano, in vista del Festival 2026, in un incontro con la stampa a Milano, afferma: “Sono tranquillo”. “Il primo Festival nei Big è sempre un’incognita, tra l’altro in quei giorni avevo la febbre, presi il cortisone che alla fine ti sfibra la voce. A Sanremo una minima cosa, un commento sbagliato, ti cambia tutto. Oggi sono più consapevole, ho una visione chiara dei miei orizzonti, ci arriverò in forma fisica e mentale, è un palco che merita rispetto, è una responsabilità”, dice Gassmann, che all’Ariston porta il brano ‘Naturale’ e afferma con un misto di candore e consapevolezza: “Cantare d’amore è necessario, c’è bisogno di pace”. Poi con qualche reticenza ammette: “Non mi piace parlare della mia vita privata ma sono una persona che pratica l’amore, il brano sarà connesso a qualcosa di reale”.
“Eurovision? Alzare i muri non è scelta giusta”
Il 27enne capitolino non si sottrae a una domanda sull’Eurovision, se boicotterebbe la gara per la presenza di Israele, in caso dovesse vincere il Festival. “Questo non è nelle mie previsioni”, sottolinea ma poi affronta il tema: “Io sono Pro Palestina e rispetto le posizioni che ho sentito sul tema Eurovision ma pongo una domanda: siamo sicuri che impedire agli artisti di essere a un evento musicale sia la scelta giusta? Per me alzare i muri non è una scelta giusta, mi dispiace impedire a qualcuno di fare musica, è una maniera di dividere. E’ un momento storico complesso, bisogna favorire il confronto tra le persone”. Leo nella serata delle cover duetterà con Aiello sulle note di ‘Era già tutto previsto’ di Riccardo Cocciante. “Con Antonio siamo amici, una sera a cena prima dell’annuncio dei big gli ho detto che se fossi stato selezionato avrei voluto cantare con lui quel pezzo e lui dopo essere andato a riascoltarlo, ha detto sì. E’ stata la prima persona che ho chiamato dopo l’annuncio dei cantanti in gara”, racconta l’artista capitolino, figlio dell’attore e regista Alessandro Gassmann e nipote del gigante del cinema italiano Vittorio Gassmann, che sul tema dei figli d’arte sembra aver ormai superato timori o imbarazzi: “Può essere un ostacolo ma tutti nella vita dobbiamo affrontare degli ostacoli”.

Il cantautore: “Il nuovo disco sincero e coraggioso”
L’incontro con la stampa è anche l’occasione per annunciare il nuovo album ‘Vita Vera Paradiso’, in uscita il 10 aprile per Emi Records Italy/ Universal Music Italia, e per dare qualche anticipazione del nuovo lavoro. “E’ un disco sincero, coraggioso, puro e trasparente, che fa uscire la mia umanità”, dichiara Leo, che poi fa ascoltare ai giornalisti due brani, la ballad orchestrale ‘Oltre’ e il folk sostenuto di ‘Girasole’, che richiama ‘Il Pescatore’ di Fabrizio De André. Gassmann spiega che nel nuovo album ci sarà folk, country e world music e che è figlio dei suoi ascolti, con uno smarcamento dal pop a cui eravamo abituati ad accostarlo. Tra le influenze cita un cantante dell’Alaska, Medium Build, che fa musica acustica chitarra a e voce, scoperto sui social, di cui è diventato fan sfegatato, fino a seguirlo in concerto fino a Manchester. “In un contesto musicale in cui tutto è supercurato, perfetto e dove perdi un po’ di cuore quella è la chiave del futuro nella musica. La musica sopravviverà nel momento in cui ci saranno le imperfezioni perché le persone cercheranno l’autenticità ed è quello che ho cercato di replicare nel mio disco”, è la riflessione di Leo Gassmann, che suona come un manifesto.

