Sanremo 2026, sentimenti e solitudine nei brani di Big ma spazio anche a società e guerra

Sanremo 2026, sentimenti e solitudine nei brani di Big ma spazio anche a società e guerra

Presentate alla stampa le 30 canzoni in gara al Festival

Dal rock all’urban, dal pop alle note sudamericane sino al rock e alla musica leggera. La 76esima edizione del Festival di Sanremo porterà al pubblico maggiore varietà sul fronte degli stili e degli arrangiamenti. Una selezione che il direttore artistico, Carlo Conti, ha definito come “molto difficile”. E anche sul fronte dei temi trattati nei brani dei 30 Big c’è un po’ di tutto con l’amore, meglio sarebbe i sentimenti (come spesso accade) a farla da padrone. Ma ci sono anche la critica sociale, non senza toni ironici o personali, e la guerra. Tra gli esordienti sul palco dell’Ariston c’è Tommaso Paradiso con ‘I romantici’: un titolo che parla da sé, i toni quelli dolci e il testo sembra quello di una lettera, in cui l’autore si augura che alla sua metà arriverà “una musica dolce”. Il più nobile dei sentimenti torna in ‘Animali notturni’ di Malika Ayane che ricorre a note ritmate senza togliere spazio alla melodia. E poi Sayf con ‘Tu mi piaci tanto’, dove i sentimenti lasciano spazio alla critica sociale, a tematiche più calde, a un’Italia “tristemente nota” fra alluvioni e “botte nelle piazze”. Patty Pravo con ‘Opera’ canta la vita e le emozioni “che ci cambiano” con toni dolci, preludio a momenti in cui esplode la potenza vocale della cantante.

L’amore nelle canzoni di Luchè, Mara Sattei, Renga e Gassmann

Di un amore finito e solitudine parla ‘Labirinto’ di Luchè, ricorrendo a immagini come la polvere “sui mobili dentro una casa vuota”, tra passaggi rap e altri cantati. ‘Le cose che non sai di me’ di Mara Sattei promette lunghe cantate in macchina con il suo stile poetico che richiama la tradizione italiana, un amore all’interno di una vita che “sembra facile” ma “mischia tutte le carte”. Francesco Renga con ‘Il meglio di me’ racconta una storia matura, inserita in quella quotidianità che fa spesso emergere il peggio e che si chiede di dimenticare e perdonare. ‘Naturale’ di Leo Gassmann sembra fare riferimento a una relazione finita che però resta viva nei sentimenti dei due protagonisti, tra ricordi e lacrime. Con ‘Per sempre sì’ Sal Da Vinci riporterà a Sanremo il ritmo e i toni tipici dei neomelodici napoletani con passaggi e omaggi al dialetto come ‘Sarà pe semp sì’. Esplosiva la voce di Levante in ‘Sei tu’, che descrive le fasi dell’innamoramento in cui persino il corpo sembra non rispondere più. Un tema, quello dell’amore, che torna nel rap di Tredici Pietro in ‘Uomo che cade’. Enrico Nigiotti con ‘Ogni volta che non so volare’ parla anche dei rapporti umani che salvano nei momenti di difficoltà, mentre Samurai Jay con ‘Ossessione’ ricorre al ritmo sudamericano – con alcune parole in spagnolo – per descrivere la passione di una sera diventata, appunto “ossessione”. ‘Qui con me’ di Serena Brancale ritorna sul tema del senso di solitudine che segue la fine di un rapporto sentimentale, ricordando che “due gocce d’acqua non si perdono nel mare mai”. Arisa partecipa con ‘Favola’ e in effetti il brano sembra il racconto di una vita, con accenni forse autobiografici, che attraversa diverse fasi, dall’infanzia all’età adulta. Nayt con ‘Prima che’ fonde urban e cantautorato provando a dare voce alle inquietudini e alle contraddizioni dell’essere umano. In ‘Ora e per sempre’ Raf, con il suo stile collaudato, racconta la storia sentimentale di due persone che si sono conosciute in passato e affrontano un mondo diverso da quello in cui sono cresciuti, tra nostalgia e voglia di tornare solo per un attimo “al primo incontro”.

Sanremo 2026, sentimenti e solitudine nei brani di Big ma spazio anche a società e guerra

Da J-Ax e Ermal Meta i riferimenti al sociale

Decisamente ritmata ‘Poesie clandestine’ di Lda&Aka 7even, tra passaggi in dialetto napoletano e note più sudamericane. E’ un amore urlato in un mondo in cui “sembra tutto una follia” quello di ‘Resta con me’ delle bambole di pezza, mentre è decisamente melodica ‘Stupida sfortuna’ di Fulminacci. Solitudine e un amore finito c’è anche in ‘Ti penso sempre’ di Fulminacci. Sempre ai sentimenti sono dedicate ‘Avvoltoi’ di Eddie Brock e ‘Prima o poi’ di Michele Bravi. Critica ai vizi degli italiani in ‘Italia starter pack’ di J-Ax in un’inedita versione country, mentre è commovente ‘Stella stellina’ di Ermal Meta, una ninnananna per una bambina che non c’è più con musiche mediorientali che fanno pensare alla tragedia di Gaza. Critiche al mondo e all’Italia di oggi anche in ‘Che fastidio’ di Ditonellapiaga in un pezzo destinato a far ballare. Si candidano a tormentoni del 2026, invece, ‘Ai Ai’ di Dargen D’Amico tra ritmo e strofe rap, la dance di Elettra Lamborghini con ‘Voilà’ e quel tocco da disco vintage di Maria Antonietta & Colombre in ‘La felicità e basta’. Fedez e Masini, in ‘Male necessario’ alternano rap e cantato in quella che sembra la lettera a un figlio che fa i conti con gli errori e l’umanità di un padre che inizia “come fosse un Dio” ma poi finisce col diventare alibi.

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