Quando ti presenti sul palco e apri il tuo concerto con ‘Message in a Bottle‘, in versione tirata e scintillante, allora vuoi vincere facile. Sting a 72 anni, t-shirt grigia e bicipiti scolpiti, mette subito ko il Forum di Assago. L’ex leader dei Police porta sul palco il suo tour ‘My Songs’, con uno show antologico in cui finalmente non lesina i classici della leggendaria band che ha portato sul tetto del mondo insieme a Stewart Copeland ed Andy Summers ma in cui c’é naturalmente spazio anche per la sua produzione solista.
E infatti in scaletta arriva subito dopo una delle sue hit, il reggae di ‘Englishman in New York‘. Quell’elegante signore inglese oggi vive per gran parte dell’anno sulle colline della Valdarno, nella sua tenuta Il Palagio dove produce vino e olio, in una villa appartenuta a un nobile toscano. In Italia quindi gioca in casa e infatti lascia capire anche di conoscere la nostra lingua come quando scherza con l’armonicista Shane Sager, prima di ‘Brand New Day’, ricordandogli che nella versione originale della canzone a suonare il suo strumento era un certo Stevie Wonder.
Ma la star di Newcastle canta anche in italiano, con la ex ‘Amici’ Giordana Angi, che prima si unisce ai cori ‘A Thousand Years’ e poi duetta con l’artista inglese su ‘For Her Love’, che diventa ‘Amore’ nella versione riarrangiata dalla cantante franco-italiana.E’ la parte dello show incentrata sui successi più pop di Sting, le delicate ‘Fields of Gold’ e ‘Shape of My Heart’ e la briosa ‘All This Time’ ma poi Sting per il finale sciorina i pezzi da novanta dei Police, facendo alzare dalle sedie tutti gli spettatori del Forum. E allora ecco la doppietta di ‘Walking On The Moon’ e ‘So Lonely’, con tanto di citazione di ‘No Woman no Cry’ di Bob Marley.
La melodia arabeggiante di ‘Desert Rose’ è solo un intermezzo prima di altri classici della storica band di Sting, cantate alla perfezione ed esaltate da una band che rende freschi evergreen come ‘King of Pain’, ‘Every Breath You Take’ e ‘Roxanne’, il singolo con cui Gordon Sumner, Stewart Copeland ed Andy Summers si presentarono al mondo nel 1978, intenzionati ben presto a conquistarlo sulla scia di quella trascinante canzone a metà tra punk e reggae, ispirata a una prostituta del quartiere a luci rosse di Amsterdam. Dopo averlo steso con questa sequenza, Sting accarezza il pubblico milanese, con ‘Fragile’, che chiude una serata di musica che ha rasentato la perfezione.

