Il 3 luglio 1971 fu trovato morto nella vasca da bagno

Poche leggende del rock hanno avuto un impatto così duraturo su diverse generazioni come Jim Morrison, la cui morte, avvenuta 50 anni fa, a 27 anni, lo ha reso un’icona culturale ancora maggiore di quando lo fosse in vita. Eppure, mentre il suo ‘ruolo’ da frontman dei Doors ne ha creato un modello per antonomasia per i cupi cantanti rock ‘cattivi’ vestiti di pelle e trasudanti sex appeal, la celebrità musicale non era sicuramente l’obiettivo di questo cittadino di San Diego. Questo punto è ripetutamente sottolineato in ‘The Collected Works of Jim Morrison: Poetry, Journals, Transcripts and Lyrics’ un lungo libro di quasi 600 pagine pubblicato l’8 giugno da HarperCollins. “Fare parte di una band è stata una specie di incidente per Jim perché non aveva intenzione di diventare un cantante. Scriveva sempre poesie e voleva dedicarsi al cinema”, ha raccontato la sorella, Anne Morrison Chewning. “Pensavo che Jim sarebbe stato un poeta, come uno dei poeti Beat di San Francisco. Ed ero preoccupata! Perché pensavo che non avrebbe mai guadagnato abbastanza soldi come poeta per tirare avanti”, ha aggiunto.

Invece, in sei anni, Jim Morrison divenne un’icona: dal 1967 al 1971 con i Doors pubblicò sei album di studio e un live leggendario. Morì il 3 luglio 1971, a Parigi, in circostante mai del tutto chiarite. Aveva 27 anni. La stessa età di Jimi Hendrix, che era morto nel settembre dell’anno prima, e di Janis Joplin, morta in ottobre, sempre del 1970. La triade maledetta del rock’n’roll a cui si aggiunse nel 2011 Amy Winehouse, anche lei morta a 27 anni. Morrison è stato trovato cadavere nella vasca da bagno al 17 di rue Beautreillis, a Parigi nell’appartamento che divideva con Pamela Courson, la sua compagna storica, e unica erede. Nel referto ufficiale si parla di infarto, nulla più. Ma la mancata autopsia e alcune incongruenze nelle testimonianze hanno lasciato spazio a una serie infinita di congetture, che ancora oggi lo vedono in realtà vivo, ma fuggito all’estero, forse alle Seychelles.

Di fatto, la Courson morì di overdose tre anni dopo Jim, portandosi dietro i segreti sull’ultima notte del ‘Re Lucertola’ che fu seppellito al Pere Lachaise, il cimitero degli artisti di Parigi. La sua tomba continua a essere uno dei luoghi più visitati della città, simbolo della reazione dell’universo giovanile alle istituzioni nata alla fine degli anni ‘60. Un luogo di pellegrinaggio per tantissimi, nostalgici di un’epoca d’oro della musica e dell’arte che fu attraversata come una meteora da uno dei più grandi musicisti del secolo scorso.

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