Esce l'ultimo lavoro dell'artista: "C'è sempre qualche insegnamento che ti riporta con i piedi per terra"

La pandemia ci ha fatto capire che "basta una piccola unità cellulare per farci rendere conto che non siamo padroni di niente". Nasce da questa riflessione scaturita dal primo lockdown il nuovo album di Fiorella Mannoia, 'Padroni di niente', in uscita oggi. "Il 2020 è stato senza dubbio l'anno più brutto dal Dopoguerra a oggi. Per il 2021 speriamo che questo virus passi, è passata la peste, passerà anche questo. Speriamo di uscirne presto", ha detto l'artista nel corso della conferenza stampa a distanza per presentare il disco. Una situazione che ha portato la cantautrice a riflessioni amare: "Durante il primo lockdown ci interrogavamo tutti sul senso della vita, si parlava addirittura di nuovo Umanesimo, di rimettere al centro l'uomo. Gli animali si riprendevano i loro spazi, e abbiamo visto tutti quelle immagini bellissime. Volavamo alto, ma quando tutto è stato riaperto siamo tornati come prima, se non peggio. Non siamo migliorati, ci siamo dimenticati anche il motivo per cui siamo stati chiusi. È stato tutto balli, discoteche, assembramenti e questo adesso lo stiamo pagando. Ora è diverso, siamo preoccupati, costretti a scegliere tra salute e lavoro, dove la salute chiaramente viene al primo posto. Ma tanti hanno paura, se si salvano dal Covid, di morire poi di fame".

L'album parla però anche di speranza: "Noi siamo capaci anche di fare cose meravigliose, e comunque c'è sempre qualche insegnamento che ti riporta con i piedi per terra". Tutte sensazioni ed emozioni contenute nelle otto tracce che compongono l'album. Emblematica anche la copertina, ispirata al quadro 'Viandante sul mare di nebbia' di Caspar David Friedrich, che ritrae un viandante, in questo caso Fiorella, mentre osserva la propria civiltà, ci si specchia dentro e riflette su tutto il bello e il brutto che l'uomo ha costruito. "Il mondo in fondo non si cambia come pensavamo noi, ma ognuno deve fare la sua parte", ha sottolineato l'artista.

Come nel precedente disco, 'Personale', anche in 'Padroni di niente' torna la formula della 'canzone sospesa'. Fiorella, infatti, anche questa volta, decide di condividere il proprio spazio con un'artista emergente, in questo caso si tratta della cantautrice Oliva XX (all’anagrafe Arianna Silvestri), con la quale duetta in 'Solo una figlia'. Un brano duro, che parla della violenza fisica e psicologica sulle donne in tutto il mondo, tema sul quale da tempo l'artista è in prima linea. "La canzone non ha un lieto fine – ha sottolineato – anche se non è da me, io preferisco sempre un finale di speranza. Ma è stata Olivia a dirmi che non sempre nella vita si vince e spesso certe cose vanno a finire male".

Parlando del tour, al momento programmato per maggio 2021, ha aggiunto: "Noi dobbiamo ripartire, perché solo così si aiutano i lavoratori dello spettacolo. Ci sono dei fondi, come Music Innovation Hub, dove chi vuole può contribuire. Ma dobbiamo chiedere a gran voce che i circa 250mila lavoratori dello spettacolo vengano considerati, perché finora dal Governo poco e niente. Qui c'è la percezione, di nuovo che 'con la cultura non si mangia'. Questa china non l'abbiamo mai fermata. Ma si perde di vista il fatto che la musica, la cultura, hanno cambiato, segnato generazioni intere. Anche io, con le mie canzoni, ho forse aiutato qualcuno a crescere, a pensare. A me è successo lo stesso con De Andrè, De Gregori… ma stiamo scherzando? Noi siamo stati i primi a chiudere a febbraio. Adesso è diverso, siamo in un momento critico, è giusto chiudere tutto. Ma questa gente va tutelata, noi andiamo tutelati, perché musica, teatro, cinema sono essenziali come il pane che mangiamo".

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