Il divo di Hollywood sulla Croisette per l'anteprima di maverick. Il regista italiano torna sul caso Moro

A Cannes è il grande giorno di Tom Cruise. Il divo statunitense è sbarcato sulla Croisette per presentare l’attesissimo ‘Top Gun-Maverick’, il sequel del film-culto del 1986 che lo ha reso una star planetaria. La pellicola, presentata in anteprima mondiale al Festival, sarà nelle sale italiane dal 25 maggio e due giorni dopo in quelle degli Stati Uniti. Cruise stasera sarà sul red carpet 30 anni dopo l’arrivo a Cannes per la presentazione di ‘Cuori ribelli’ di Ron Howard. E proprio per celebrare il trentennale, il Festival ha reso omaggio con un video alla lunga carriera dell’attore, che poi volerà a Londra per i festeggiamenti del giubileo della regina Elisabetta. La tappa a Cannes di ‘Top Gun: Maverick’ fa parte di un tour mondiale che si svilupperà prima dell’apertura del weekend del Memorial Day. È già sbarcato al CinemaCon di Las Vegas e ha debuttato a bordo di una portaerei a San Diego. Causa pendamia, la Paramount Pictures ha ritardato l’uscita del film nelle sale di due anni. Una mossa che sembra dare i suoi frutti, viste le recensioni entusiastiche e le aspettative al botteghino che accompagnano l’uscita della pellicola.

“Se sono stato tentato di distribuirlo in streaming? Non sarebbe mai successo”, ha chiarito tra gli applausi del pubblico Cruise, che sulla Croisette ha concesso in una delle sue rare interviste. Un colloquio nel quale l’attore ha raccontato la sua estrema dedizione all’arte del cinema: fin dalla tenera età, ha spiegato, ha scavato in ogni elemento delle produzioni cinematografiche e ha analizzato come particolari modalità di recitazione funzionassero meglio sul grande schermo. Si è poi aperta la corsa alla prestigiosa Palma d’Oro, che vede 21 pellicole in lizza, con ‘Tchaikovsky’s wife’ del dissidente russo Kirill Serebrennikov, incentrata sulla turbolenta relazione tra il famoso compositore e la moglie Antonina Miliukova. Un film politico e che sfida la propaganda di stato russa, che ha tentato di nascondere il fatto che Tchaikovsky fosse omosessuale. “Prendo il cinema, il teatro e la cultura come una grande, vasta dichiarazione contro la guerra”, ha detto Serebrennikov al Palais des Festivals prima della premiere del suo film. “L’arte è sempre contro la guerra”.

La pellicola, che secondo il regista parla “della fragilità dell’animo umano”, è stata parzialmente finanziato dall’oligarca russo Roman Abramovich. Il direttore artistico di Cannes, Thierry Fremaux, ha affermato che il Festival ha lottato per includere il film in concorso, decidendo infine di farlo perché contrasta con le narrazioni dello stato russo ed è stato girato prima della guerra e delle successive sanzioni. Nella seconda giornata del Festival, poi, c’è tanta Italia: riflettori su tre titoli. Marco Bellocchio ha portato sulla Croisette, fuori concorso, ‘Esterno notte’, la serie incentrata sul caso Moro, da lui già affrontato nella pellicola di vent’anni fa ‘Buongiorno notte’. Nel cast Fabrizio Gifuni, Margherita Buy e Toni Servillo. La serie è stata accolta da una decina di minuti di applausi. Nelle sale italiane arriverà divisa in due parti, la prima da oggi e la seconda dal 9 giugno, e sarà poi proposta in autunno nel formato originale da Raiuno. ‘L’envol’ di Pietro Marcello, ispirato a ‘Le vele scarlatte’ dello scrittore russo Aleksandr Grin, inaugura invece la Quinzaine des Réalisateurs curata da Paolo Moretti. Ed è tratto dal romanzo vincitore del Premio Strega, ‘Le otto montagne’ di Paolo Cognetti, il film dei belgi Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, in corsa per la Palma d’Oro. Protagonisti, Luca Marinelli e Alessandro Borghi.

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