Sanremo 2026, Bocelli canta per il Festival: “Qui è iniziato tutto, sempre grato a Baudo”

Sanremo 2026, Bocelli canta per il Festival: “Qui è iniziato tutto, sempre grato a Baudo”
Andrea Bocelli

“Io direttore artistico? Non sarei capace”

“Qui è iniziata ufficialmente la mia carriera, anche se con la musica sono andato a braccetto fin da piccolo. Ho studiato pianoforte, poi ho fatto il pianobar e le poche persone che assistevano mi chiedevano ‘Perché non vai a Sanremo?’ Io rispondevo ‘Ma ci sono già stato in vacanza’“. Andrea Bocelli affonda nei ricordi mentre si appresta a calcare nuovamente il palco dell’Ariston da superospite della finale di Sanremo. Era il 1994 quando vinse con ‘Il mare calmo della sera’ la sezione Nuove proposte, che gli spalancò le porte del successo internazionale. Oggi è uno dei tenori più famosi al mondo, un simbolo dell’Italia.

“Sarò pieno di grandi ricordi”

“Sono passati 30 anni da quando ho calcato questo palco per la prima volta, sabato sarò pieno di grandi ricordi, anche un po’ romantici – dice in conferenza stampa – ricorderò quando i miei genitori vennero qui con tanta emozione e speranza. Mio padre si mise con le spalle al muro in fondo al teatro, mia madre faceva il tifo. È stato un momento di svolta della mia carriera e siccome io sono uno molto legato alle radici lo sono anche a questo palco”. In un Festival da pochi mesi orfano di Pippo Baudo, a cui Bocelli dice di essere profondamente legato: “L’avevo conosciuto già prima – racconta – proverò eterna gratitudine per lui che ha subito creduto in me. Ha fatto di tutto perché partecipassi al Festival, lo ricordo come un grande professionista. Portava in tv sia leggerezza che spessore”. Intanto il Festival si accinge a cambiare direttore artistico, con l’addio di Carlo Conti. “Darla a una donna? Penso che Sanremo, come tutte le cose di questo mondo, abbia bisogno di direzioni valide. Che siano donne o uomini ha poca importanza. L’importante è che sappiano far bene, consapevolmente e responsabilmente il proprio lavoro”.

“Io direttore artistico? Non sarei capace”

Lui, in ogni caso, si tira fuori dalla corsa: “Non lo farei perché non sono capace. Sono abituato a fare quello che mi riesce, possibilmente”. Di emozione in emozione, come l’esibizione a San Siro per l’apertura dei Giochi di Milano Cortina. “Mi sono trovato a San Siro – dice – nello stadio della mia squadra del cuore (l’Inter ndr) e c’era una sorta di emozione nel vivere quell’atmosfera. Sapevo di rappresentare l’Italia e ho cercato di farlo nel migliore dei modi. La presenza delle istituzioni, poi, rendeva l’atmosfera particolare. Anche se sono abituato a quelle situazioni ero molto curioso e mi sono divertito”.

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