Il film, in concorso a Venezia, racconta un momento travagliato della vita del commediografo e attore napoletano Eduardo Scarpetta

Qui rido io” è ambientato agli inizi del ‘900, nella Napoli della Belle Époque. Splendono i teatri e il cinematografo. Il grande attore comico Eduardo Scarpetta (interpretato da Toni Servillo) è il re del botteghino. Il successo lo ha reso un uomo ricchissimo. Nato da umili origini, si è affermato grazie alle sue commedie e alla maschera di Felice Sciosciammocca che nel cuore del pubblico napoletano ha soppiantato Pulcinella.

“Qui rido io”: Eduardo Scarpetta padre naturale dei De Filippo

Il teatro è la sua vita e attorno al teatro gravita anche tutto il suo complesso nucleo familiare. Mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi. Tra questi ultimi, Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Al culmine del successo, Scarpetta si concede quello che si rivelerà un pericoloso azzardo. Decide di realizzare la parodia de “La figlia di Iorio“: la tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D’Annunzio, si chiamerà “Il figlio di Iorio“.

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Toni Servillo in “Qui rido io”

“Qui rido io”: Scarpetta contro D’Annunzio

La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia è interrotta tra urla, fischi e improperi. Tanti gridano allo scandalo e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Inizia, così, la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia. Gli anni del processo saranno logoranti per lui e per tutta la famiglia tanto che il delicato equilibrio che la teneva insieme pare sul punto di dissolversi.

Chi è Mario Martone, regista di “Qui rido io”

Mario Martone è regista e co-sceneggiatore, con Ippolita di Majo, di “Qui rido io“. Il film è in concorso alla 78esima Mostra di Venezia. 61 anni, Martone si divide tra teatro (dove nasce e si afferma), cinema e opera. Ha fondato la compagnia Teatri Uniti con cui ha realizzato i suoi primi film da indipendente.

Già direttore dei teatri stabili di Roma e di Torino, ama incrociare i linguaggi e sperimentare. Nel 2018 il museo Madre di Napoli gli ha dedicato una mostra personale. Durante la pandemia ha realizzato un “Barbiere di Siviglia” e una “Traviata” sotto forma di film per la televisione.

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