L’addio del regista in un tweet: “Non mi riconosco nei criteri di selezione che da anni contraddistinguono quello che era un tempo il premio più ambito dopo l’Oscar”

Gabriele Muccino, dopo aver minacciato a inizio aprile di abbandonare la giuria del David Donatello, ha preso la decisione di rassegnare le sue dimissioni.

Con un tweet, il regista ha annuncia che non avrà più nulla a che fare con l’Accademia dei David di Donatello.

“Sono uscito dalla giuria dei David di Donatello. Non mi riconosco nei criteri di selezione che da anni contraddistinguono quello che era un tempo il premio più ambito dopo l’Oscar. Non mi presenterò più nelle categorie di Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura, in futuro” ha scritto sul social il 53enne regista romano e attirando tanto like quanto commenti ironici.

Il 3 aprile scorso Gabriele Muccino aveva avvertito l’Accademia dei David di Donatello di stare seriamente valutando la sua uscita dalla giuria. Via Twitter scriveva: “Sto meditando di uscire dall’Accademia dei David di Donatello come giurato e non presentare mai più in futuro i miei film in gara. Non lo si può più considerare, come fu, il premio più prestigioso del cinema italiano nel mondo”.

Aggiungendo poi: “Mi tiro fuori con amarezza, non certo invidia, per aver adorato il NOSTRO cinema più nobile e vederlo ridotto a una schermaglia tra film minori, ignorati e /o sopravvalutati. Mi dispiace anche per il pubblico che ha perso interesse assistendo a gare tra film sconosciuti”.

In un altro tweet aveva rimarcato: “Come crediamo di riportare il pubblico italiano a tifare per il nostro cinema se i titoli in gara sono sconosciuti ai molti e peraltro nemmeno tra i più amati!? Lo scollamento sarà sempre più marcato e disastroso per l’intera industria del cinema e della sua filiera”.

Così tra un tweet e l’altro Gabriele Muccino aveva salutato: “Un saluto rispettoso va però al Presidente e a Direttore Piera Detassis che sta cercando di risolvere con tutta se stessa gli enormi problemi ereditati da anni di clientelismo in cui addirittura i defunti votavano… Viva allora il cinema italiano, quello vivo”.

Gabriele Muccino: 3 David e film a Hollywood

Red carpet del 18 Ottobre al Festival di Roma 2020

Gabriele Muccino

Nel corso della sua carriera, Muccino ha ricevuto 7 candidature ai David e ne ha vinti 3, uno come Miglior regista per ‘L’ultimo bacio’ nel 2001 e 2 speciali – per i suoi successi negli Stati Uniti come autore e come regista nel 2008 e il David dello Spettatore per ‘A casa tutti bene’ nel 2019-. Muccino raggiunge la notorietà con ‘L’ultimo bacio’ (2001), film di grande successo sia in Italia sia all’estero, tanto da vincere il Premio del Pubblico al Sundance Film Festival.

Sull’onda del successo di ‘L’ultimo bacio’ (di cui esiste anche un remake USA, peraltro passato pressoché inosservato) Muccino approda a Hollywood.

Will Smith lo vuole come regista per 2 film da lui prodotti e interpretati. Sia ‘La ricerca della felicità’ (2006) sia ‘Sette anime’ (2008) vanno benissimo al botteghino: incassano rispettivamente 300 e 170 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di un budget di circa 55 milioni di dollari ciascuno.

Nel 2010 esce ‘Baciami ancora’, sequel de ‘L’ultimo bacio’, che non replica il successo dell’originale (13 milioni di euro), ma porta a casa un ottimo risultato: 9 milioni di euro. Nel 2015 è la volta di ‘Padri e figlie’, con Russell Crowe e Amanda Seyfried, che si rivela però un flop.

Muccino ha firmato anche la regia di alcuni spot pubblicitari per Aperol, San Benedetto,Vodafone, Nescafé, Telecom, Granarolo, Pepsi, TIM, Wind, Findus, Intimissimi, Fiat e Lancia.

Al momento non si registrano repliche da parte dell’organizzazione dei David, la cui cerimonia di premiazione è in calendario per martedì 11 in prima serata su Raiuno.

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