Un focus sul discorso di insediamento del presidente dell’Assemblea Costituente, Giuseppe Saragat, nella seduta del 26 giugno 1946. Ecco una delle tracce proposte ai maturandi per la tipologia B ‘Analisi e produzione di un testo argomentativo’. Saragat, torinese classe 1898, è stato il quinto presidente della Repubblica, dal 29 dicembre 1964 al 1971. Successore di Antonio Segni, nel corso del suo settennato si sono alternati quattro presidenti del Consiglio (Aldo Moro, Giovanni Leone, Mariano Rumor ed Emilio Colombo). È stato fra i protagonisti del Partito socialista dei lavoratori italiani e poi leader del Psdi, di cui è stato a più riprese segretario. Nel suo curriculum c’è soprattutto la presidenza dell’Assemblea Costituente, ovvero il ruolo richiamato nelle tracce dell’esame di maturità di quest’anno, dal 25 giugno 1946 al 6 febbraio 1947.Socialista di lungo corso, molto vicino a Filippo Turati, Saragat aderì il 4 ottobre 1922 al Partito socialista unitario, fra i movimenti finiti più nel mirino del regime fascista. Dopo l’approvazione delle leggi fascistissime, scelse di andare in esilio inizialmente in Austria per poi recarsi a Parigi per raggiungere Turati e Sandro Pertini.
In seguito arrivò il momento dell’alleanza politica con il socialista Pietro Nenni, che portò al rientro del Partito socialista unitario nel Psi, in occasione del XXI Congresso a Parigi. Nel dopoguerra, ancora, Saragat fu ambasciatore d’Italia a Parigi, prima di essere eletto alle elezioni politiche del 1946 deputato dell’Assemblea Costituente, di cui poi divenne presidente con la nascita della Repubblica. Contrario al proseguimento dell’alleanza con il Pci, fu promotore della scissione di Palazzo Barberini del 1947 da cui ebbe origine il Psli, che nel 1951 divenne Partito socialista democratico italiano, in seguito alla fusione con il Partito socialista unitario di Giuseppe Romita. Con l’ingresso nella coalizione centristra, Saragat fu più volte vicepresidente del Consiglio, ma anche ministro degli Esteri e della Marina mercantile. Non solo: deputato per quattro legislature, dal 1948 al 1964, capogruppo del Psdi alla Camera dal giugno 1958 a fine dicembre 1963, e senatore a vita, dopo il settennato al Quirinale, fino alla morte l’11 giugno 1988 a Roma.

