Prendono il via oggi, 18 giugno, con la prima prova scritta, gli esami di Maturità 2026. In programma il tema di italiano. Sono 527.747 gli studenti che si cimenteranno a partire dalle 8.30 nella prima prova, uguale per tutti gli indirizzi scolastici.
La traccia più scelta dagli studenti nella prima prova scritta odierna dell’Esame di Maturità è quella relativa al brano tratto dal libro di Mario Calabresi “Alzarsi all’alba”, svolta dal 23,2% dei maturandi. Il brano era la seconda proposta nell’ambito della “Tipologia C – Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità”.La seconda traccia più gettonata è stata la terza proposta della “Tipologia B – Analisi e produzione di un testo argomentativo”: il brano tratto dal saggio di Frank Furedi “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”, scelta dal 20,7%.Il 19% si è orientato verso la prima proposta della Tipologia C, il brano tratto dall’articolo “Funziona a meraviglia” della giornalista Wenke Husmann. Due tracce sono state scelte, a pari merito, dal 12,7% dei maturandi: la seconda proposta della “Tipologia A – Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano”, relativa all’opera “I piaceri” di Vitaliano Brancati, e la prima traccia della Tipologia B, dedicata al discorso di insediamento del Presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente.Il 6,5% degli studenti ha optato per la seconda proposta della Tipologia B, basata sul brano tratto dal libro di Piero Bianucci “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire”.La poesia di Cesare Pavese “Passerò per Piazza di Spagna”, prima traccia della Tipologia A, è stata scelta dal 5,3% dei maturandi.La traccia dedicata al brano di Wenke Husmann è stata la più scelta nei Licei (20,1%), quella relativa al brano di Mario Calabresi la più scelta nei Tecnici (30,9%) e nei Professionali (37,6%). I dati derivano da un’indagine campionaria rappresentativa a livello nazionale.
Frank Furedi – sociologo di origini ungheresi di cui un testo tratto dal suo libro ‘I confini contano.Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere’ è stato scelto come traccia per la Maturità 2026 – vive due mesi all’anno in Italia, dove viene per scrivere. Lo ha raccontato a LaPresse, rispondendo alla domanda se se lui personalmente e il think tank che dirige, MCC Brussels, legato all’ex premier ungherese Viktor Orban, abbiano rapporti con le istituzioni italiane e di che tipo. “Ho relazioni con colleghi accademici, con molte persone in Italia a livello personale perché vivo in Italia due mesi all’anno. Ho un piccolo appartamento lì, a Menaggio, vicino Como. Vado lì per scrivere. A volte vengo invitato a tenere lezioni all’università, ma questo è tutto. Ho parlato a Padova e in università a Roma, ma come guest lecturer, non una relazione ufficiale. E in passato ho avuto inviti da think tank italiani”, ha spiegato Furedi. Per quanto riguarda Mcc Brussels, “siamo a Bruxelles, quindi siamo in contatto con politici italiani come di altri Paesi, ma non abbiamo una relazione speciale con le istituzioni italiane”, ha aggiunto.
“Sorpreso”. Il sociologo di origini ungheresi Frank Furedi, di cui un testo tratto dal suo libro ‘I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere’ è stato scelto come traccia per la maturità 2026, parlando con LaPresse ha riferito di essere rimasto sorpreso da questa scelta.”Un amico mi ha mandato una copia e sono stato totalmente sorpreso, l’ho saputo mentre ero in treno e alle 10 ho ricevuto una telefonata”, ha raccontato Furedi. “I miei libri sono spesso citati in diverse parti d’Europa, quindi non è insolito. Forse ciò che è insolito e di cui sono contento è che abbiano scelto un passaggio che è molto rilevante per i giovani da argomentare e su cui scrivere”, ha spiegato l’autore, che è professore emerito di Sociologia all’Università del Kent e direttore esecutivo del think tank MCC Brussels, legato all’ex premier ungherese Viktor Orban. “Penso che sia un passo rilevante perché solleva la questione delle relazioni fra generazioni, qualcosa che mi preoccupa. Ho scritto dell’infantilizzazione degli adulti e dell’adultificazione dei bambini. Il confine fra bambini e adulti è diventato poco chiaro”, ha detto ancora Furedi a LaPresse, sottolineando di essere “molto contento”, perché così “persone di 17-18 anni che fanno l’esame possono discuterne”.
“Potrei finire in politica”. Il cantante Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi, dopo la prima prova all’esame di maturità parla già di futuro: “Se fra tre anni – spiega all’uscita dal liceo delle Scienze umane, Minerva a Roma – avrò una laurea, vedrò se passare gli ultimi anni della mia vita a fare concerti come fanno alcuni miei colleghi con grande successo, ma si vede che sono un po’ affaticati, oppure dedicarmi a quella che è la mia altra passione, occuparmi degli altri”. Ai giornalisti che gli chiedono se Vannacci potrebbe rappresentare un’opzione valida, Pupo ha risposto: “Non so se rispondere a questa provocazione, certo Vannacci è una persona per bene, si è messo in questa sfida e io devo dire che non ho nessun tipo di problema se anche lui darà delle indicazioni precise per un paese un po’ meno confusionario, esaminerò da qui alle elezioni prossime e da qui anche al futuro quando magari avrò preso la laurea. Vediamo, certo questo paese oggi non è ciò che io speravo diventasse”.
“Che bella emozione trovare ‘Alzarsi all’alba’ nelle tracce di maturità. Si chiude un cerchio perché è un libro nato proprio da un dialogo con un gruppo di studenti che stavano per fare la maturità, salutandoli gli avevo detto ‘in bocca al lupo’, e poi avevo aggiunto: ‘e vi auguro di fare fatica’. Mi avevano guardato come fossi matto e allora avevamo ricominciato a parlare della fatica come motore per realizzare sogni e progetti. La fatica come impegno, passione, dedizione e pazienza. La maturità è una fatica che nella vita non si dimentica e che fa diventare grandi.
(La prima foto me la fece il mio compagno Enzo il giorno prima degli orali, poi una foto della gita di classe di quell’anno e una di Marcello Massimini, oggi illustre neuroscienziato nei bagni del nostro liceo Beccaria quando esorcizzavamo la paura degli scritti)”. Lo scrive sui social Mario Calabresi in merito al brano del suo libro utilizzato per una traccia dell’esame di maturità.
“È davvero una sorpresa incredibile”. Così la giornalista tedesca Wenke Husmann ha commentato a LaPresse la scelta di un suo articolo su Die Zeit (nella traduzione pubblicata da Internazionale con il titolo ‘Funziona a meraviglia’) come traccia della Maturità 2026, esprimendo al tempo stesso la speranza che gli studenti “riescano a cavarsela bene con l’articolo e che l’esame non sia troppo difficile”. Husmann ha ammesso di essersi chiesta perché il ministero dell’Istruzione abbia selezionato il testo di “una giornalista tedesca” e non un articolo originale in italiano.
Al centro del suo articolo c’è il tema della meraviglia, che secondo la giornalista “rende aperti agli altri e curiosi”. “La meraviglia è una cosa straordinaria: è quello che ho imparato durante le mie ricerche. È una sensazione bellissima ed è sempre piacevole quando una persona si sente bene. Ma ciò che mi ha colpito particolarmente è che la meraviglia – e questo sembra distinguerla in modo unico da tutte le altre emozioni positive – rende aperti agli altri e curiosi”, ha spiegato Husmann, “la meraviglia è una qualità molto importante. Se dobbiamo attraversare delle crisi e vogliamo costruire un futuro il migliore possibile per il maggior numero di persone, questa è una condizione indispensabile”. La giornalista ha poi ironizzato: “Potremmo anche ricorrere a qualche scorciatoia psichedelica, ma la meraviglia resta la strada meno rischiosa e più semplice per renderci tutti un po’ migliori”. In merito alla scelta del tema per una prova destinata agli studenti, Husmann ha osservato come “la mia esperienza scolastica mi dice che spesso non mi piacevano i testi che dovevo analizzare a scuola. Ed è un peccato. Alcuni di quei testi erano davvero bellissimi, come ho capito soltanto molti anni dopo”, “certo, questo è solo il semplice articolo di una giornalista, quindi non è un dramma se gli studenti lo dimenticheranno subito, ma se qualcuno di loro un giorno si ricorderà che la meraviglia non fa soltanto stare bene, ma produce anche molti effetti positivi, e per questo vivrà in modo più consapevole i momenti di stupore, allora sarebbe davvero una bella cosa”. “Temo però che riflettere consapevolmente sulla meraviglia non sia ancora così attraente per gli adolescenti. Loro vivono continuamente esperienze nuove ed emozionanti”, ha concluso Husmann, “se io, che ormai ho 58 anni, ho scritto di questo tema, forse è anche perché trovo terribile quando alcune persone più anziane diventano così disincantate da non voler più stupirsi di nulla”.
“È stato come tornare alla maturità, mi ha fatto molto piacere non solo per il mio testo, ma anche per la scienza”. Lo dice a LaPresse il giornalista scientifico Piero Bianucci del quale è stato proposto un brano agli studenti della maturità 2026 ‘Te lo dico con parole tue’.
Ai diplomandi è stato chiesto perché Bianucci scriva che “le storie scientifiche fanno leva sulla sorpresa, sul colpo di scena e quale sia la funzione della ‘creatività’ in relazione alle scoperte scientifiche”. “La sorpresa è l’innesco della curiosità”, risponde.
“È una concatenazione – sottolinea – la sorpresa innesca la curiosità che porta alla ricerca e alla soluzione”.
“Il problema è che ci si sorprende sempre meno, dobbiamo difendere il pensiero innocente fino all’ultimo giorno della nostra vita per dirsi che vale la pena di vivere anche solo un giorno in più”, evidenzia. Bianucci fa un esempio: “Nei nostri telefoni ci sono dei laboratori. Se siamo in treno e misuriamo le vibrazioni ci renderemo conto che siamo ‘dentro’ a un terremoto di 3-4 gradi della scala Richter”. “Queste sono cose che a me meravigliano – prosegue – Allo stesso modo, con il gps dei cellulari, non possiamo avere una posizione con la precisione di qualche metro”.
Quando si scrive di scienza “e si fa diffusione scientifica, come ci dicevamo con Piero Angela, ogni frase deve essere un incipit e lo fai con soluzioni creative, il più possibile originali”.
“Un grande in bocca al lupo ai giovani toscani che oggi affronteranno la maturità. È una sfida importante, e sono certo che la affronterete con coraggio, passione e determinazione. Un grazie sincero va anche a tutto il personale scolastico impegnato, che con dedizione accompagna studentesse e studenti in questo percorso”. Lo scrive sui social il presidente della Toscana Eugenio Giani.
“Dietro parole semplici e immediate, il lettre può scoprire i simboli. La grandezza della letteratura di Cesare Pavese è proprio il presentare diversi livelli di approccio. Pavese e la sua letteratura impegnano il lettore”. Lo dice a LaPresse Pierluigi Vaccaneo Direttore Fondazione Cesare Pavese che organizza il Festival Pavese, nel giorno in cui tra le tracce del tema di italiano per la maturità 2026 è stata proposta agli studenti una poesia dell’autore nato a Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo.
“Pensiamo al testo, ai versi ‘Le finestre sapranno/l’odore della pietra e dell’aria/mattutina – spiega – Pavese utilizza la parola ‘sapranno’, semplice, immediata. Ma nasconde un livello più profondo perché è ‘il sapere’, ‘la sapienza’, una finestra antica, un simbolo attraverso il quale per il lettore-archeologo la finestra diventa un portale del mito e della storia”.
Il festival, che inizierà il prossimo lunedì a Santo Stefano Balbo, ha per tema, quest’anno “il ritorno all’uomo”, prosegue Vaccaneo. “Dobbiamo ricordare che ‘le parole sono tenere cose’, oggi lo sappiamo che con un uso superficiale delle parole educhiamo anche il lettore alla superficialità”. “Servono invece parole e una letteratura non difficili ma in grado di aprirsi all’universo”, conclude.
“Un grande in bocca al lupo a tutti gli studenti marchigiani impegnati da questa mattina negli esami di maturità! Una tappa importante della vostra vita, che rimarrà per sempre nei vostri cuori: vi auguro di affrontarla con serenità, impegno e determinazione. Forza!”. Così su Facebook il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
“Un tema che forse tutti aspettavano, non facile, ma importante”. Lo dice a LaPresse la costituzionalista Maria Agostina Cabiddu, ‘finita’ tra le tracce della maturità 2024.
“Mi aspettavo una traccia sulla Costituzione, al discorso di Saragat però non avevo pensato”, afferma.
Oltre agli 80 anni della Repubblica e dell’Assemblea Costituente che ricorrono quest’anno, per Cabiddu ha “giocato un ruolo” nella scelta della traccia “anche il referendum sulla giustizia che ha visto un’ampia partecipazione di giovani che hanno così dimostrato che non sono ‘gli sdraiati’ di cui si è parlato in anni più o meno recenti”.
“Se coinvolti, se sollecitati, i ragazzi partecipano, si informano”.
“La democrazia non è solo un rapporto tra maggioranza e minoranza, ma tra uomo e uomo – spiega Cabiddu – Un passaggio in cui viene sottolineato che gli italiani si stanno dotando da sé di una Carta Costituzionale, la stanno scrivendo”.
“La Costituzione non è scritta, la stanno scrivendo le generazioni che guardano al futuro, coloro che durante la guerra hanno fatto un scelta diversa dall’iscriversi al partito fascista” aggiunge, ricordando che, in quel momento, “ancora non si conosceva se e come l’Italia sarebbe stata ammessa al consesso internazionale, si discuteva ancora dei confini della nazione”.
Saragat mette in guardia perché “dice: ‘Guardate, non finisce qui’ con la scrittura della Carta”.
“Migliaia di ragazze e ragazzi si siedono per l’ultima volta da studenti sui banchi delle loro scuole. Portano con sé anni di fatiche, di letture, di interrogazioni andate bene e di quelle andate meno bene, di amicizie costruite tra i banchi di scuola, di insegnanti che hanno lasciato il segno, e qualcuno che forse non ricorderanno, ma che ha contribuito comunque a formarli. L’esame di maturità è un momento di passaggio in cui ci si misura con se stessi, si fa il punto di chi si è diventati e si intravede, ancora in modo confuso, di chi si vuole essere”. Così sui social, Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd.
“Viviamo in un’epoca che premia la velocità, la risposta immediata, il consenso misurato in like. In questo contesto, la scuola, l’autentica scuola- quella fatta di valori e passione- fa qualcosa di controcorrente: insegna a fermarsi. A ragionare. A mettere in discussione. Ad accogliere la complessità. A costruire un pensiero che non sia semplicemente il riflesso di ciò che si trova già scritto da qualche parte. È un compito difficile, e spesso ingrato. Eppure è il più necessario”, aggiunge Manzi.
“Per questo, oggi, voglio rivolgere un ringraziamento sincero a tutte le docenti e a tutti i docenti, ai dirigenti scolastici, al personale che ogni giorno tiene in piedi le nostre scuole. Spesso senza risorse adeguate e senza il riconoscimento che meriterebbero. Ma con una passione che non smette di stupirmi. A chi affronta la maturità oggi: in bocca al lupo. Non per il voto, quello conta meno di quanto pensiate, ma per il coraggio che ci vuole a diventare cittadini consapevoli in un mondo che non rende facile pensare con la propria testa. Quella capacità critica, quella curiosità, quella voglia di capire: non perdetela. È la cosa più preziosa che la scuola vi ha dato. In bocca al lupo a tutte e a tutti”, conclude Manzi.
“Un po’ di preoccupazione, sono più emozionato di quando vado a fare concerti in tutto il mondo”. Enzo Ghinazzi in arte Pupo torna tra i banchi di scuola per il diploma. L’istituto è il Liceo delle Scienze umane Minerva a Roma e l’emozione è la stessa dei tanti ragazzi che come lui oggi sosterranno l’esame.
“Ieri sera ho studiato D’Annunzio, Pirandello, ho ripassato la globalizzazione – aggiunge in fila per entrare- la mia canzone la notte prima degli esami ? Beh, “Su di noi nemmeno una nuvola”.
Anche Pupo, come tanti confessa il rito scaramantico. “Mi sono messo, diciamo, gli stessi slip che avevo quando ho fatto gli esami preliminari, li ho lavati, chiaramente, puliti, ecco, no, no, no, perché, sai, a una certa età bisogna lavarli tutti i giorni, la biancheria intima, e quindi solo quello, speriamo. No a parte gli scherzi sono qui perché è un’idea che avevo, mio padre ci teneva molto, voleva che diventassi un avvocato, da ragazzo ho smesso gli studi perché il primo anno sono andato a ragioneria e l’ho persa perché ero innamorato già di una persona e poi sono andato allo scientifico e ne ho fatti due sempre per inseguire una ragazza”.
La capacità umana di provare meraviglia di fronte ai fenomeni della natura sulla base di un testo tratto da un articolo della giornalista Wenke Husmann ‘Funziona a meraviglia’ pubblicato su Internazionale del 23 gennaio 2026 è tra le tracce proposte ai maturandi per la Tipologia C. Lo apprende LaPresse.
Ai diplomandi viene chiesto di riflettere sui temi trattati nell’articolo.
Un testo tratto da ‘Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire’ dello scrittore e giornalista scientifico Piero Bianucci è tra le tracce proposte agli studenti per il tema di italiano della maturità 2026. Lo apprende LaPresse.
Ai diplomandi viene chiesto il motivo per il quale l’autore scrive che “le storie scientifiche fanno leva sulla sorpresa, sul colpo di scena e quale sia la funzione della ‘creatività’ in relazione alle scoperte scientifiche”.
Per la tipologia B, analisi e produzione di un testo argomentativo, agli studenti della maturità 2026 è stato proposto un testo di Frank Furedi ‘I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere’. Lo apprende LaPresse.
Ai diplomandi viene chiesto di spiegare su quali basi Furedi afferma che “la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta” e il significato del termine ‘adultescenti’.
Per la tipologia A, analisi del testo e interpretazione di un testo letterario italiano, agli studenti della maturità 2026 è stato proposto un passo di Vitaliano Brancati dall’opera ‘I piaceri’, diario segreto in cui lo scrittore esprime meditazione, fantasie, nostalgie e ricordi. Lo apprende LaPresse. A partire dal passo proposto, gli studenti devono elaborare una riflessione sul tema della memoria e la sua capacità di collegare le generazioni tra loro.
L’insediamento e il discorso del presidente Giuseppe Saragat tenuto nella seduta del 26 giugno 1946 è fra le tracce proposte ai maturandi per la tipologia B ‘Analisi e produzione di un testo argomentativo’. Lo apprende LaPresse.
Agli studenti viene chiesto di individuare quali siano ‘gli altri doveri’ che per Saragat ‘sovrastano’ l’Assemblea costituente e di rispondere, tra l’altro a due quesiti: per quale motivo la democrazia ‘è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo’ e a quali eventi si riferisce Saragat con l’espressione la ‘pesante eredità di miserie e di dolori’.
Un testo di Cesare Pavese, ‘Passerò per piazza di Spagna’ e un passo del libro ‘Alzarsi all’alba’ di Mario Calabresi sono tra le tracce proposte agli studenti per la prima prova del tema di Italiano. Lo apprende LaPresse.
Il passo tratto dal libro di Calabresi si concentra sul tema della ‘fatica’ per la Tipologia C. Ai maturandi viene chiesto di riflettere sull’idea che emerge dal testo proposto, esponendo le proprie considerazioni.
Cornetti portafortuna, zaini, ventagli contro il caldo. La mattina degli esami di maturità al liceo Parini di Milano è questa: fogli sparsi sul marciapiede di via Goito per un ultimo ripasso e previsioni che girano da settimane. “Speriamo in bene – dice qualcuno – Speriamo in delle buone tracce”.
Pirandello e la Costituzione guidano le scommesse. “Io sto ripassando adesso lo stile di Pirandello – racconta una studentessa. Un’altra punta sull’anniversario – Io spero la Costituzione, di 80 anni dalle elezioni”. Sull’intelligenza artificiale, primo nei sondaggi nazionali, i ragazzi del Parini sono scettici: “Con tutte le cose che ci sono da dire, magari è un po’ sentita”.
C’è poi chi ha già archiviato la questione. “Previsioni malissimo, non ho ripassato – ammette un ragazzo – I collegamenti li inventiamo sul momento, puntiamo sulla traccia A”. La notte prima degli esami? “Tranquillissima, tanto va come va”.
“Un pensiero per chi ha passato la notte insonne e preoccupato, e per chi ha dormito beato. Un pensiero per chi oggi entra in classe terrorizzato, e per chi lo assapora come se fosse davvero ‘l’ultimo ballo’. Un pensiero per chi è orgoglioso di aver dato tutto, e per chi ha rimpianti perché avrebbe potuto fare di meglio. Ma in ogni caso, a tutti voi, a ognuno di voi: in bocca al lupo, ragazzi! È un’esperienza meravigliosa, la Maturità. Conservatela nei vostri cuori, per sempre. E grazie agli insegnanti che continuano a credere nella sfida di un’istruzione di qualità. Auguri di buon diploma a tutti”. Così su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
Dopo l’in bocca al lupo della premier Meloni, arriva, sempre via social, anche quello del vicepremier Antonio Tajani: “Senza paura, prendetevi il vostro futuro! In bocca al lupo!” scrive su X il ministro degli Esteri.
“Cari maturandi, in bocca al lupo. Ricordatevi tutti i sacrifici che avete fatto per arrivare dove siete, tutte le volte che avete pensato che non ce l’avreste fatta e poi ce l’avete fatta, tutte le volte che siete stati fieri di voi. Fate una sintesi di tutto questo e portatelo con voi all’esame di maturità, dimostrate chi siete”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio video postato suoi canali social in occasione dell’inizio degli esami di Maturità.
“Questa sarà la forma più bella di iniziare una stagione completamente nuova nella vostra vita, nella quale alla fine, al di là di tutto quello che studiate, di tutto quello che imparate, di tutto quello che riuscite ad apprendere da un libro di testo, vale quello che siete in grado di tirare fuori da voi stessi, il valore che siete in grado di dimostrare. Quel valore si chiama determinazione, si chiama disponibilità al sacrificio, si chiama coraggio, si chiama umanità. Tirate fuori questo e non avrete nessun problema, in bocca al lupo”, ha aggiunto Meloni.

