Elena Marescotti, professoressa associata di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Ferrara ha commentato le tracce della Maturità 2026 ai microfoni di LaPresse: “Sono stati accesi i riflettori su un tema importante come l’adultescenza. Essere adulti e maturi non è un dato anagrafico, giuridico o dello sviluppo psicofisico, ma un tema che coinvolge autonomia e consapevolezza”, ha detto la professoressa associata di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Ferrara, dove insegna Educazione degli adulti, Educazione e comunicazione per la sostenibilità, Bisogni educativi e formativi della società e autrice di ‘Adultescenza e dintorni. Il valore dell’adultità, il senso dell’educazione’ pubblicato nel 2020.
“Il tema era stato affrontato anche da Zagrebelsky con ‘Senza adulti’ – afferma – L’adultità vive da tempo una crisi identitaria perché essere adulti è faticoso e dobbiamo allora renderla bella e desiderabile. Perché essere adulti non è privo di fatica, ma è una cosa di cui ti vuoi fare carico”. Per Marescotti, ci sono degli elementi di “vulnerabilità e fragilità” che caratterizzano una non del tutto compiuta adultità. La chiave non è unica, ma molteplice e occorre “formarsi”, “educare nell’accezione della paideia”. “Solo che per gli adulti non esistono scuole e le strade sono impervie – precisa Marescotti – a cominciare dal clima socioculturale e noi abbiamo responsabilità su tutti i fronti”.
Accanto a questa c’è anche la “strada della ricerca accademica” che possa indagare anche, per esempio, il tempo libero “in cui fare non solo cose fini a se stesse”. “Serve anche una certa volontà per farlo, una volontà politica e culturale generalizzate – prosegue – Aver proposto questo argomento agli studenti come traccia è una occasione per approfondire il discorso”.

