Tra le tracce della prima prova della Maturità 2026 anche un articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann su Die Zeit (nella traduzione pubblicata da Internazionale con il titolo ‘Funziona a meraviglia’). “È davvero una sorpresa incredibile”, ha commentato a LaPresse Husmann esprimendo al tempo stesso la speranza che gli studenti “riescano a cavarsela bene con l’articolo e che l’esame non sia troppo difficile”.
La giornalista ha ammesso di essersi chiesta perché il ministero dell’Istruzione abbia selezionato il testo di “una giornalista tedesca” e non un articolo originale in italiano. Al centro del suo articolo c’è il tema della meraviglia, che secondo la giornalista “rende aperti agli altri e curiosi”. “La meraviglia è una cosa straordinaria: è quello che ho imparato durante le mie ricerche. È una sensazione bellissima ed è sempre piacevole quando una persona si sente bene. Ma ciò che mi ha colpito particolarmente è che la meraviglia – e questo sembra distinguerla in modo unico da tutte le altre emozioni positive – rende aperti agli altri e curiosi”, ha spiegato Husmann, “la meraviglia è una qualità molto importante. Se dobbiamo attraversare delle crisi e vogliamo costruire un futuro il migliore possibile per il maggior numero di persone, questa è una condizione indispensabile”.
La giornalista ha poi ironizzato: “Potremmo anche ricorrere a qualche scorciatoia psichedelica, ma la meraviglia resta la strada meno rischiosa e più semplice per renderci tutti un po’ migliori”. In merito alla scelta del tema per una prova destinata agli studenti, Husmann ha osservato come “la mia esperienza scolastica mi dice che spesso non mi piacevano i testi che dovevo analizzare a scuola. Ed è un peccato. Alcuni di quei testi erano davvero bellissimi, come ho capito soltanto molti anni dopo”, “certo, questo è solo il semplice articolo di una giornalista, quindi non è un dramma se gli studenti lo dimenticheranno subito, ma se qualcuno di loro un giorno si ricorderà che la meraviglia non fa soltanto stare bene, ma produce anche molti effetti positivi, e per questo vivrà in modo più consapevole i momenti di stupore, allora sarebbe davvero una bella cosa”.
“Temo però che riflettere consapevolmente sulla meraviglia non sia ancora così attraente per gli adolescenti. Loro vivono continuamente esperienze nuove ed emozionanti”, ha concluso Husmann, “se io, che ormai ho 58 anni, ho scritto di questo tema, forse è anche perché trovo terribile quando alcune persone più anziane diventano così disincantate da non voler più stupirsi di nulla”.

