Alta la partecipazione: "L’ambiente scolastico dovrebbe farci sentire protetti e compresi nel nostro esprimerci liberamente. Così si combatte anche la sessualizzazione del corpo femminile"

Gonna in classe anche per i ragazzi per combattere gli stereotipi di genere, contro la mascolinità tossica e la sessualizzazione del corpo femminile. E’ l’iniziativa (particolarmente riuscita) degli studenti del Liceo Zucchi di Monza, che hanno spiegato sui social.

“Di recente sono diventati virali sul web diversi video, in cui ragazzi e ragazze di tutto il mondo si presentano a scuola indossando una gonna. Come mai? Esibizionismo, diranno alcuni, generazione deviata, diranno altri. O forse ci sono delle serie motivazioni alla base, che non sarebbero venute alla luce se non fossero sentite dalla sofferenza di molti di noi? – spiegano – Viviamo in una società che, per quanto ami definirsi libera e inclusiva, non si dimostra tale. Le problematiche riguardanti le discriminazioni sono tantissime, ma impossibili da affrontare tutte insieme. Come in tutte le cose infatti bisogna fare piccoli passi alla volta, e perché non partire da un oggetto semplice e concreto? Una gonna, per esempio, ci permette di sollevare due importanti questioni, attuali ed evidenti a chi combatte per l’inclusione: la sessualizzazione del corpo femminile e la mascolinità tossica. Sono problematiche diffuse nella nostra società, e quale luogo migliore se non la scuola riflette il sistema nel quale ci troviamo a convivere con tanti altri. L’ambiente scolastico infatti dovrebbe farci sentire protetti e compresi nel nostro esprimerci liberamente. Questo non significa vestirsi in modo non consono al contesto, ma semplicemente renderlo più inclusivo e aperto. Per questo il 24 ed il 26 ottobre ci presenteremo a scuola indossando una gonna, ragazze e ragazzi insieme, per riaffermare quel diritto di libertà di espressione che spesso viene confinato sulla carta”. 

 
 
 
 
 
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