Tornati in presenza il 13 settembre, gli studenti dei licei romani tornano a mobilitarsi. Si moltiplicano gli scioperi nelle scuole superiori

Tornati in presenza il 13 settembre, gli studenti dei licei romani tornano a mobilitarsi. Si moltiplicano gli scioperi nelle scuole superiori, dall’Enzo Rossi all’Argan, dal Plauto al Bottardi, dall’Avogadro al Cavour. Il Rossellini, l’Albertelli e il Ripetta sono stati occupati.

I ragazzi protestano contro la gestione critica degli scaglionamenti di orario e contro le “problematiche devastanti” del comparto, pre e post Covid. Chiedono soprattutto la creazione di un tavolo permanente che li coinvolga. “Studenti e famiglie hanno chiesto si tornasse il prima possibile a scuola, dopo il lockdown e la Dad. Ora sperperare così il patrimonio di tempo e risorse della scuola mi sembra assurdo”, tuona il presidente dell’associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, lanciando tramite LaPresse un appello a studenti e famiglie. I dirigenti scolastici, fa sapere, “sono pronti a fronteggiare le occupazioni che arriveranno. E’ una situazione nota e che si ripete ogni anno, a parte una pausa durante il lockdown. Ribadisco che si tratta di una cattiva abitudine che abbiamo soltanto in Italia e che non si dovrebbero perdere giorni in aggiunta a quelli persi in pandemia”.

Ai problemi legati alle lezioni e alla sicurezza, quest’anno si aggiungono quelli legati alla situazione sanitaria. In queste situazioni, saltano tutte le regole di distanziamento e si dimentica l’uso dei dispositivi di protezione. “Non abbassare mai la guardia sul Covid” è l’invito che fa Filippo Anelli, presidente Fnomceo, che raccomanda “l’utilizzo delle mascherine, specialmente al chiuso”, di “lavare costantemente le mani” e di mantenere per quanto possibile “il distanziamento sociale perché questo, almeno fino alla fine di marzo, ci aiuta a superare questo periodo nel modo migliore”.

Oggi nel centro storico della Capitale ci sono stati momenti di tensione tra la polizia e gli studenti del liceo Ripetta, nel quartiere Campo Marzio, a pochi passi dai palazzi della politica. La preside Anna de Santis ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine dopo l’inizio dell’occupazione. Un cordone di agenti e due cellulari hanno impedito a un gruppo di ‘rinforzo’ di 50 studenti di entrare nell’istituto, respingendoli con gli scudi anti sommossa, anche se, assicurano, “nessuno si è fatto male”.

Dopo i disordini, una delegazione di ragazzi è stata ricevuta dal prefetto in un incontro andato male: “Non c’è alcuna volontà politica di venirci incontro”, spiega Luca Ianniello, uno dei responsabili dell’organizzazione ‘Rete degli Studenti Medi’ che giura: “Non faremo marcia indietro, continueremo a puntare il faro sulle criticità della scuola italiana. Il prossimo appuntamento è per il 29 ottobre con la mobilitazione nazionale e poi sicuramente ci sarà un’altra manifestazione il giorno dopo, a Roma, in occasione del G20. Non ci fermiamo qui, la lotta continua!”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata