Sono state 361 le nuove diagnosi di Hiv registrate nel Lazio nel 2024, 13 in più rispetto alle 348 del 2023, con un aumento del 3,7%. Il dato emerge in occasione del congresso annuale della Simit Lazio, in programma dall’8 al 9 ottobre al Centro Congressi dell’Inmi Lazzaro Spallanzani di Roma.
Dei 361 nuovi casi diagnosticati nel 2024, 238 riguardano cittadini italiani, pari al 65,9% del totale, mentre 123 sono cittadini stranieri, il 34,1%. Il Lazio si conferma inoltre tra le regioni italiane con la più alta incidenza di nuove diagnosi di Hiv, insieme a Toscana ed Emilia-Romagna, con un tasso superiore a 4,5 casi ogni 100mila residenti.
I dati, relativi al 2024 e contenuti nel rapporto del Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità pubblicato nel 2025, vengono richiamati nel corso dell’appuntamento della Società italiana delle malattie infettive e tropicali, che dedica una parte dei lavori alla prevenzione e alla gestione dell’Hiv, delle epatiti e delle altre infezioni sessualmente trasmesse.
“La prevenzione non può essere considerata esclusivamente in relazione alla singola malattia, ma deve guardare al fenomeno nel suo insieme, mettendo in relazione Hiv, epatiti e infezioni sessualmente trasmesse”, sottolinea Enrico Girardi, direttore scientifico dell’Irccs Spallanzani e membro Simit. Per Girardi è necessario rafforzare il rapporto tra infettivologia, medicina del territorio e consultori, anche attraverso programmi di educazione sanitaria rivolti agli adolescenti.
L’attenzione alla prevenzione e alla diagnosi tempestiva è particolarmente rilevante nel caso dell’Hiv, per favorire l’accesso ai test e l’avvio precoce delle terapie. Lo Spallanzani, che quest’anno celebra i 90 anni dalla fondazione, è dagli anni Ottanta uno dei principali centri europei per l’assistenza, la cura e la ricerca sull’Hiv e sull’Aids.

