Dengue: 2 focolai a Lecce e Livorno e il clima ideale per le zanzare

Dengue: 2 focolai a Lecce e Livorno e il clima ideale per le zanzare
Zanzare e dengue (AP Photo/Jaime Saldarriaga)

Sono saliti a 256 i casi confermati di Dengue in Italia dall’inizio dell’anno. Il report Iss e l’analisi dell’epidemiologo

L’autunno si avvicina, almeno secondo il calendario, ma c’è preoccupazione sul fronte arbovirosi. “La prevenzione della Dengue, cioè la disinfestazione contro le zanzare, non è stata fatta o non è stata fatta bene, e il piano contro le arbovirosi rimane solo sulla carta. A dircelo sono i numeri e i focolai di Dengue”. A sottolinearlo a LaSalute di LaPresse è l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi, che commenta a caldo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità.

Due i focolai che preoccupano l’esperto: uno in Toscana e l’altro in Puglia. Ma vediamo meglio il nuovo report Iss, mentre il clima che alterna piogge a temperature elevate non lascia ben sperare.

I numeri della Dengue e i casi a Lecce e Livorno

Sono saliti a 256 i casi confermati di Dengue in Italia dall’inizio dell’anno all’8 settembre. Stando al sistema di sorveglianza nazionale dell’Istituto superiore di sanità, inoltre, 24 di questi casi sono autoctoni, mentre tutti gli altri sono associati a viaggi all’estero (nel 56% dei casi alle Maldive). Finora non si è verificato alcun decesso. 

Nell’estate del 2026 la Dengue preoccupa soprattutto in Toscana e Puglia: sono stati identificati 2 episodi di trasmissione locale, conferma l’Iss. Un focolaio – composto da 20 casi confermati di infezione, tutti sintomatici – è legato a un’esposizione in un Comune della Provincia di Livorno. “Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore”, precisano dall’Istituto di viale Regina Elena. 

L’altro focolaio – composto da 4 casi confermati di infezione, tutti sintomatici – ha una esposizione in alcuni Comuni della Provincia di Lecce. “Anche in questo caso sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore”, dicono gli esperti Iss. 

L’impatto del clima sulle zanzare

“Ormai solo la prevenzione sugli insetti a monte, quindi fin dalla primavera, può aiutarci a rispondere in modo efficace”, insiste Ciccozzi. Ma se in questo periodo le zanzare trovano le condizioni ideali per proliferare, quando finirà la stagione delle punture?

“Quando la temperatura sarà stabilmente sotto i 22 gradi e l’umidità  bassissima, dunque penso a ottobre inoltrato. Sotto i 10°C – ricorda l’epidemiologo – lo sviluppo da uovo ad adulto dell’insetto si blocca, e gli esemplari non sopravvivono ai periodi freddi prolungati. Tra 10°C e 15°C l’attività delle zanzare è molto ridotta e lo sviluppo rallenta notevolmente. Invece tra 20°C e 30°C il range è ideale: il ciclo completo da uovo a zanzara adulta può avvenire in meno di 10 giorni, massimizzando così la densità della popolazione di questi insetti vettori delle arbovirosi”, conclude Ciccozzi.

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