La sanità privata cresce del 3,7% nel 2025: il report

La sanità privata cresce del 3,7% nel 2025: il report
Gian Mattia D’Alberto/Lapresse

Il report di Mediobanca certifica l’ottimo stato di salute della sanità privata italiana: i numeri

La sanità privata italiana continua a crescere, trainata soprattutto dall’assistenza agli anziani, mentre migliora la redditività del settore pur rimanendo lontana dai livelli precedenti alla pandemia. È quanto emerge dall’aggiornamento del report dell’Area Studi Mediobanca sui principali operatori sanitari privati italiani, che analizza i bilanci di 38 gruppi con fatturato superiore ai 100 milioni di euro. Per il 2025 è prevista una crescita aggregata del giro d’affari del 3,7%. L’incremento più marcato riguarda i gestori di strutture per anziani (+7,9%), seguiti dall’assistenza ospedaliera (+3,9%), dalla diagnostica (+2,8%) e dalla riabilitazione (+2,6%).

I numeri della sanità privata

Nel 2024 i ricavi complessivi dei 38 operatori hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro, in aumento del 5,5% rispetto al 2023 e del 22% rispetto al 2019. A registrare la crescita più sostenuta nel confronto con il periodo pre-pandemico sono state le Rsa (+25,9%), favorite dall’aumento del tasso di occupazione dei posti letto e dall’apertura di nuove strutture. Seguono diagnostica (+22,9%) e assistenza ospedaliera (+22,8%), mentre la riabilitazione si ferma a +10,1%.

Sul fronte della redditività, il margine operativo continua a recuperare terreno dopo gli anni dell’emergenza Covid. Nel 2024 l’Ebit margin sale al 3,6%, dal 3,1% del 2023, ma resta ben al di sotto del 5,4% registrato nel 2019. Il comparto più redditizio è quello della diagnostica, con un Ebit margin del 9,4%, seguito dall’assistenza agli anziani (5,1%). Torna inoltre positivo l’utile aggregato, pari a 34,6 milioni di euro, mentre il ROI cresce al 4,7%, ancora distante dal 6,3% pre-pandemia.

I motivi di una domanda in crescita

Il progressivo invecchiamento della popolazione, inoltre, continua ad alimentare la domanda di servizi sanitari. Secondo le stime, tra il 2026 e il 2029 la spesa sanitaria pubblica resterà stabile intorno al 6,4% del Pil, ma aumenterà il peso della sanità sulla spesa corrente primaria, che passerà dal 15,4% del 2025 al 15,7% nel 2027. L’Italia, già oggi tra i Paesi più anziani dell’area Ocse, vedrà la quota di over 65 salire dal 24,5% del 2024 al 34,1% entro il 2062.

A incidere sulla crescita della spesa privata contribuiscono anche le difficoltà di accesso alle cure. Nel 2024 quasi una persona su dieci ha rinunciato a prestazioni sanitarie per le liste d’attesa o per motivi economici. Secondo il monitoraggio Agenas, nel primo semestre del 2026 si registrano tuttavia i primi segnali di miglioramento, con oltre 1,6 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici effettuati entro i tempi previsti in più rispetto allo stesso periodo del 2025, pur con forti differenze territoriali. La spesa sanitaria privata ha così raggiunto quasi 78 miliardi di euro nel 2025.

Tra i maggiori operatori per fatturato figurano Papiniano (Gruppo San Donato e Ospedale San Raffaele), Humanitas, GVM-Gruppo Villa Maria, Policlinico Gemelli e Kos. Nel complesso, nel 2024 le società analizzate impiegavano oltre 102mila addetti, il 17,5% in più rispetto al 2019.

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