Il San Camillo-Forlanini attiva il servizio di Diagnosi genetica preimpianto (Pgt) e diventa il primo polo pubblico del Lazio a offrire questo esame alle coppie ad alto rischio di trasmettere ai figli una malattia genetica rara con la procreazione assistita. Il nuovo servizio, affidato alla Uoc Laboratorio di Genetica medica, punta a colmare un vuoto nell’offerta sanitaria regionale, evitando ai pazienti di rivolgersi esclusivamente a strutture private, spesso fuori Regione e con costi elevati.
La diagnosi genetica preimpianto rappresenta la forma più precoce di diagnosi prenatale oggi disponibile. Viene eseguita attraverso una biopsia dell’embrione al quinto o sesto giorno di sviluppo, nell’ambito dei percorsi di procreazione medicalmente assistita, e consente di individuare malattie monogeniche, come fibrosi cistica, distrofia muscolare e talassemia, oltre ad anomalie numeriche o strutturali dei cromosomi. In questo modo è possibile selezionare gli embrioni non affetti dalla mutazione genetica prima del trasferimento in utero, evitando di scoprire eventuali patologie in una fase avanzata della gravidanza.
Il servizio sarà gestito dal Laboratorio di Genetica medica diretto da Paola Grammatico, già punto di riferimento per la diagnosi prenatale di numerose aziende ospedaliere. Il laboratorio “potrà offrire questa tecnica fondamentale per le coppie ad alto rischio di trasmettere gravi malattie genetiche, che potranno sapere se l’embrione è portatore della mutazione prima del suo trasferimento in utero”, spiega Grammatico.
Si tratta di “una forma di diagnosi prenatale precocissima che, consente scelte consapevoli e riduce il ricorso a procedure più invasive a gravidanza avanzata. Siamo orgogliosi di mettere la nostra esperienza al servizio di chi ne ha bisogno”, aggiunge.
Il laboratorio diventerà il riferimento per la Pgt dei centri pubblici di procreazione medicalmente assistita del Lazio e potrà servire anche strutture di altre regioni. Pur trattandosi di prestazioni non ancora inserite nei Lea, il nuovo servizio consentirà di effettuare gli esami a tariffe calmierate rispetto al settore privato, sul modello già adottato per la diagnosi prenatale non invasiva (Nipt).

