Ad Gilead: “10 nuove terapie trasformative entro il 2030”

Ad Gilead: “10 nuove terapie trasformative entro il 2030”
Frederico da Silva Gilead

Frederico da Silva, Ad di Gilead Sciences, analizza punti di forza e sfide del nostro Paese guardando al futuro del pharma

Dalle guerre ai dazi, passando per i costi dell’energia: in questi primi mesi del 2026 non sono mancate le sfide geopolitiche per la farmaceutica. Quali sono allora le priorità per consentire alle imprese di premere sull’acceleratore e attrarre investimenti nel nostro Paese? LaSalute di LaPresse ne ha parlato con Frederico da Silva, Ad di Gilead Sciences Italia, che continuerà a puntare sull’Italia, con un obiettivo ambizioso: “Introdurre dieci nuove terapie trasformative entro il 2030“.

L’Ad Gilead: “Investire in sanità superando payback”

“È urgente ripensare la logica con cui misuriamo il valore dell’innovazione: non più un costo, ma un investimento strategico, tanto per la salute quanto per la competitività del Paese. Occorre proseguire nel percorso di riforma legislativa e rafforzare gli investimenti in sanità e innovazione. Un passaggio chiave è la revisione del meccanismo di payback, con l’obiettivo di una sua eliminazione”, sottolinea da Silva. 

Fondata nel 1987, Gilead è un’azienda biotech americana attiva da tempo in Italia. “Eccellenze scientifiche, qualità della ricerca clinica e competenze produttive sono i punti di forza del Paese, che ne fanno un hub globale per Gilead. In Italia vengono prodotte alcune delle terapie più importanti per l’azienda che, a pieno titolo, possono essere definite Made in Italy. Tuttavia è necessario un framework regolatorio, burocratico e legislativo capace di incentivare la ricerca e l’innovazione. Condizioni di accesso più veloci, semplificazione normativa e maggiori investimenti nelle terapie innovative”, chiarisce l’Ad.

Dieci nuove terapie trasformative entro il 2030

L’innovazione corre, e Frederico da Silva non ha dubbi: in futuro Gilead continuerà a puntare sul nostro Paese. “Abbiamo la pipeline più solida e diversificata dei nostri 40 anni di storia e siamo determinati a continuare a portare la nostra innovazione in Italia. Il nostro obiettivo è ambizioso: introdurre dieci nuove terapie trasformative entro il 2030. Un percorso già avviato, con il lancio di un potenziale best-in-class per la Colangite Biliare Primitiva”.

Il futuro delle Car-T

D’altra parte la biotech californiana è stata protagonista di una rivoluzione contro l’epatite C; a che punto siamo in oncoematologia? “Anche in questo ambito possiamo dire di essere protagonisti. Siamo stati tra i pionieri delle Car-T, terapie che hanno trasformato il paradigma di cura dei tumori del sangue, offrendo una via di guarigione a molti pazienti. In Italia sono oltre 1.300 i pazienti trattati con le nostre due terapie Car-T, disponibili per cinque indicazioni tra leucemie e linfomi. Stiamo inoltre lavorando allo sviluppo di una Car-T di nuova generazione per il mieloma multiplo, con risultati clinici promettenti. La prossima frontiera sono le Car-T bicistroniche, progettate per impedire alle cellule tumorali di sfuggire al trattamento e prevenire la ricomparsa della malattia”.

Gilead continuerà a investire in Italia

Sul fronte dei tumori solidi “il nostro farmaco per il carcinoma mammario triplo negativo ha appena ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte della Commissione Europea per il trattamento in prima linea. La nostra volontà di continuare a investire in Italia si riflette in un programma di ricerca clinica che in oncologia conta 16 studi in corso e 103 centri coinvolti. Per continuare ad alimentare questo ciclo virtuoso di ricerca e innovazione serve però un sistema che riconosca appieno il valore dell’innovazione, con strategie mirate e investimenti adeguati”, ribadisce il manager.

D’altra parte da Silva confida di aver scelto la farmaceutica “per il suo impatto concreto sulla vita delle persone. È un ambito dove innovazione scientifica e responsabilità sociale si incontrano ogni giorno”. A questo punto della sua carriera il bilancio è positivo, come emerge dal messaggio del manager portoghese alle nuove generazioni: “Il pharma offre l’opportunità di lasciare un segno in un settore strategico per il presente e futuro del Paese”.

© Riproduzione Riservata