Case di Comunità, parte l’operazione medici ospedalieri

Case di Comunità, parte l’operazione medici ospedalieri

Dagli ospedali alle Case di comunità? La mossa di Schillaci e la reazione di Anaao Assomed e Cimo-Fesmed

È corsa contro il tempo per popolare le più di mille Case di comunità che dovranno essere operative entro fine giugno. E, mentre si affievolisce la querelle con i dottori di famiglia, il ministro della Salute Orazio Schillaci chiama direttamente in causa i medici ospedalieri. Una mossa accolta con favore Federazione Cimo-Fesmed e Anaao Assomed. “Siamo aperti al dialogo, naturalmente alle condizioni che detta il ministro, cioè in autoconvenzione e su base volontaria. Insomma, compatibilmente con le carenze di personale che abbiamo negli ospedali, noi ci siamo”, dice a LaSalute di LaPresse Pierino di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed.

Ma che cosa è successo? Come si legge su ‘Quotidiano Sanità’, nel corso di un’intervista trasmessa durante ‘Healthcare & Pharma Talk’ a Roma, Schillaci ha annunciato l’intenzione del Governo di valutare un superamento delle attuali incompatibilità che impediscono ai medici ospedalieri di svolgere ulteriori attività dipendenti o convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. L’ipotesi allo studio è quella di consentire agli specialisti ospedalieri di operare nelle Case di Comunità fuori dell’orario di lavoro e su base volontaria.

La reazione di Cimo-Fesmed

“Si tratta di una richiesta che abbiamo avanzato più volte, nell’ottica di quella ‘liberalizzazione della professione medica’ che da sempre è un mantra della nostra organizzazione sindacale”, chiarisce il presidente Guido Quici. “È evidente infatti che incompatibilità tanto rigide come quelle attuali rendono poco attrattivo il lavoro negli ospedali pubblici. È giusto invece che il medico sia libero di organizzare il proprio tempo nel modo che ritiene più adatto alle proprio esigenze e inclinazioni professionali”. Ma c’è una richiesta precisa, rivolta non solo al ministero ma anche alle Regioni. 

La richiesta a ministero e Regioni

Per Cimo-Fesmed occorre coinvolgere i rappresentanti dei medici dipendenti del Ssn “in qualsiasi progetto di revisione delle incompatibilità, in modo da poter offrire un contributo costruttivo. Non accetteremo infatti alcun impianto calato dall’alto e imposto esclusivamente per rendere operative le Case di Comunità entro il 30 giugno. Sono quattro anni che si conosce questa scadenza – ricorda Quici – non possono essere sempre i medici ospedalieri a dover mostrare piena responsabilità dinanzi a ritardi e inadempienze altrui”.

La posizione di Anaao Assomed sulle Case di comunità

Anche l’apertura di Anaao non è priva di paletti. “Non possiamo essere d’accordo con quello che vogliono fare alcune Regioni: una mobilità coatta dei medici ospedalieri dall’ospedale nelle Case di comunità, che peraltro non è neanche prevista dal nostro contratto. Quindi la proposta del ministro per noi può andar bene, ma sediamoci attorno a un tavolo. Perché non vogliamo essere i tappabuchi di nessuno”. Insomma, occorre chiarezza sulle regole di ingaggio dei medici ospedalieri.

Perché nelle Case di comunità dovrebbero andare anche gli specialisti ambulatoriali. Quindi servono regole chiare e un’organizzazione condivisa. “A queste condizioni non ci siamo”,  chiosa Di Silverio. Intanto questo giugno caldissimo per la sanità è già passato per metà.

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