Un killer silenzioso: rappresenta uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, prima causa di morte nel nostro Paese. Parliamo di ipertensione, problema che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità colpisce nel mondo 1,4 miliardi di persone. “Nonostante le evidenze e gli strumenti disponibili, la prevenzione e il trattamento delle patologie cardiovascolari in Italia resta frammentata e disomogenea, con forti differenze tra Regioni nell’accesso agli screening e alle opzioni di trattamento più efficaci e innovative”, sottolineano le principali società scientifiche italiane di cardiologia, ANMCO-Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, AIAC-Associazione italiana di aritmologia e cardiostimolazione, Società italiana di cardiologia interventistica (GISE), ITACARE-P e Società italiana di cardiologia (SIC).
Ecco allora perché, in vista della Giornata mondiale dell’ipertensione del 17 maggio, le società scientifiche cardiologiche insieme a Confindustria dispositivi medici hanno elaborato il Piano cardiovascolare per l’Italia. Una strategia che individua nella prevenzione e nello screening diffuso i pilastri per ridurre il carico delle patologie cardiovascolari. A chiedercelo, d’altra parte, è anche l’Europa: il Safe Hearts Plan della Commissione europea invita infatti gli Stati membri a sviluppare entro il 2027 un piano nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie cardiovascolari.
Ipertensione da non sottovalutare
“È necessario rafforzare il ruolo del territorio e avviare un programma nazionale di screening cardiovascolare e percorsi diagnostico-terapeutici, accessibili e uniformi, per intercettare e trattare precocemente le persone a rischio, in modo da migliorare gli esiti di salute”, dicono le società scientifiche.
“Il tema oggi non è solo clinico, ma di organizzazione del sistema. La prevenzione cardiovascolare non è ancora strutturata e omogenea sul territorio, e questo limita la capacità di intercettare precocemente i pazienti. Serve una strategia nazionale che renda la prevenzione un livello essenziale e accessibile a tutti i cittadini. In questo percorso, le tecnologie e i dispositivi medici sono un fattore abilitante per portare screening e monitoraggio vicino alle persone e supportare una gestione più efficace e continuativa”, afferma Guido Beccagutti, Direttore generale di Confindustria dispositivi medici.
Dispositivi e tecnologie per la prevenzione
Dalla misurazione della pressione a casa al monitoraggio remoto, fino ai sistemi di valutazione integrata del rischio cardiovascolare, le tecnologie oggi rappresentano un elemento chiave per rafforzare la prevenzione, migliorare l’aderenza alle cure e intervenire precocemente. Ma quali sono i device disponibili? Stando al centro studi di Confindustria Dispositivi medici sono 2.087 gli ‘elettrocardiografi’ attivi sul mercato. Ma vediamo meglio quali strumenti offre la tecnologia.
Misuratori di pressione arteriosa
Noti anche come “sfigmomanometri elettronici”, sono usati per controllare i valori pressori in modo semplice e rapido. Possono essere impiegati a casa, in farmacia, negli studi dei medici di medicina generale e nelle strutture sanitarie. Il monitoraggio regolare della pressione aiuta a individuare precocemente l’ipertensione e a seguirne l’andamento nel tempo.
Holter pressorio e Holter cardiaco
Sono dispositivi portatili che registrano in modo continuativo, per 24 ore o più, la pressione arteriosa o l’attività cardiaca durante le normali attività quotidiane. Consentono di rilevare alterazioni che potrebbero non emergere durante una singola visita, come picchi pressori, aritmie o variazioni del ritmo cardiaco.
Elettrocardiogramma (ECG)
L’ECG è uno degli esami di base più utilizzati per valutare il ritmo e l’attività elettrica del cuore. Può essere eseguito in ospedale, negli ambulatori, nelle farmacie abilitate e, sempre più spesso, anche tramite dispositivi portatili e digitali. È utile per individuare anomalie cardiache e supportare la diagnosi precoce.
Dispositivi per il monitoraggio remoto
Si tratta di strumenti digitali e connessi – come misuratori smart, wearable e piattaforme di telemonitoraggio – che permettono ai professionisti sanitari di controllare a distanza parametri come pressione arteriosa, frequenza cardiaca o aderenza terapeutica. Sono particolarmente utili nella gestione dei pazienti cronici e fragili, favorendo continuità assistenziale e interventi tempestivi.
Sistemi per la valutazione del rischio cardiovascolare
Software clinici, algoritmi e piattaforme digitali utilizzati principalmente da medici e specialisti per elaborare diversi parametri del paziente – come pressione arteriosa, colesterolo, età, diabete, abitudine al fumo e familiarità – e stimare il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari. Alcuni strumenti sono integrati nei software ospedalieri o ambulatoriali, altri sono disponibili anche attraverso app e piattaforme dedicate al monitoraggio dei pazienti.
Tecnologie per la prevenzione avanzata
Esistono anche tecnologie innovative destinate ai pazienti con condizioni più complesse, come l’ipertensione resistente ai trattamenti farmacologici. Tra queste, la denervazione renale è una procedura mini-invasiva che agisce sui nervi delle arterie renali contribuendo alla riduzione della pressione arteriosa in pazienti selezionati.

