Robot in chirurgia, perché i medici bocciano le linee guida di Agenas

Robot in chirurgia, perché i medici bocciano le linee guida di Agenas
Kike Rincón / Europa Press 12/02/2025 (Europa Press via AP)

Non convince il documento di Agenas per la disciplina dell’uso dei robot in chirurgia generale, ginecologia e urologia.

Non piace ai medici il documento di Agenas che punta a disciplinare l’uso dei robot in chirurgia generale, ginecologia e urologia. Il documento redatto dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, pur riconoscendo i vantaggi clinici della robotica, ne boccia l’uso per 16 delle 22 procedure analizzate. 

L’analisi dei costi di Agenas

“La chirurgia robotica comporta costi complessivamente superiori rispetto alle tecniche tradizionali laparoscopische e laparotomiche”, si legge nel nuovo report di Health technology assessment di Agenas. 

Ma per Paolo Pietro Bianchi, ordinario di Chirurgia generale alla Statale di Milano, l’impostazione metodologica del documento, basato su evidenze non sempre aggiornate alla pratica clinica corrente, rischia di non cogliere appieno la specificità della chirurgia robotica. 

I benefici sottostimati della robotica in chirurgia

“A differenza di altri ambiti la chirurgia è strettamente legata all’esperienza dell’operatore e ai volumi di attività dei centri, fattori che incidono direttamente sui risultati”, spiega Bianchi. “In questo contesto la disponibilità limitata di studi randomizzati, i campioni ridotti e i tempi di osservazione relativamente brevi possono portare a sottostimare i benefici della robotica, soprattutto nel medio-lungo periodo e lungo la curva di apprendimento”. 

Secondo Icors, l’Italian club of robotic surgery, limitare la valutazione al costo del singolo intervento non rappresenta correttamente l’impatto della tecnologia. “È invece necessario considerare l’intero percorso di cura del paziente, includendo durata della degenza, complicanze, recupero post-operatorio e ritorno alle attività”, chiarisce Marco Milone, vicepresidente di Icors. 

Le piattaforme robotiche nella formazione

Un ulteriore ambito di rilievo è quello della formazione. “Le piattaforme robotiche mettono a disposizione strumenti avanzati di simulazione e sistemi di apprendimento progressivo che consentono una trasmissione delle competenze più controllata e standardizzata rispetto alle tecniche tradizionali, con possibili ricadute anche sull’attrattività della professione chirurgica”, concludono Bianchi e Milone. 

Ancora più netta la posizione della Società italiana di urologia, che ha chiesto ad Agenas il ritiro immediato del documento, perché “le attuali raccomandazioni risultano difficilmente conciliabili con la pratica clinica e con l’evoluzione dei percorsi assistenziali nel Servizio sanitario nazionale”. 

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