Rete trapianti solida anche dopo il ‘cuore bruciato’, 8mila pazienti in attesa di un organo

Rete trapianti solida anche dopo il ‘cuore bruciato’, 8mila pazienti in attesa di un organo
Giuseppe Feltrin, direttore generale del Centro nazionale trapianti

Il direttore generale del Centro nazionale trapianti fa il punto sullo stato di salute della rete dopo la vicenda del Monaldi.

“La scomparsa del piccolo Domenico Caliendo è un evento tragico che ha commosso profondamente la comunità nazionale. Un fatto di indiscutibile gravità che va chiarito fino in fondo, per rendere ancora più solido il nostro sistema di trapianti”. 

Prima di commentare i dati su donazioni e trapianti relativi al 2025 – i migliori di sempre – il ministro della Salute Orazio Schillaci rivolge un pensiero al piccolo Domenico, il bimbo di due anni morto all’ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 21 febbraio dopo esser stato sopposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato

“Una ferita profonda”

A margine della presentazione del report preliminare relativo al 2025, ospitata dal Cnr di Roma, anche Giuseppe Feltrin, direttore generale del Centro nazionale trapianti, manifesta tutto il suo dispiacere per l’esito drammatico della vicenda del Monaldi. “È una ferita profonda, che forse non si rimarginerà mai”, dice a LaSalute di LaPresse. 

Tra gli ispettori inviati dal ministro della Salute al Monaldi figura anche Feltrin. “Al momento dobbiamo mantenere la massima riservatezza. Tutte le nostre osservazioni – chiarisce – saranno contenute in un report che il gruppo degli ispettori consegnerà al ministero”.

Alla domanda sulle possibili ripercussioni del caso sul numero delle donazioni, il direttore generale risponde che “sulla base dei dati di questi ultimi giorni, non si registra alcun contraccolpo”. È anche vero che le notizie relative al ‘cuore bruciato’ si sono diffuse solo a febbraio, per cui “è ancora presto per capire se e quali effetti la vicenda produrrà nel tempo”.

Rete trapianti fondata sulla trasparenza 

La risposta della Rete nazionale trapianti, in ogni caso, può essere riassunta con una parola sola: trasparenza. “Siamo qui oggi a presentare i numeri in crescita delle donazioni e trapianti, ma anche a ricordare questa storia drammatica che ha segnato ciascuno di noi”, sottolinea Feltrin. 

La donazione è un atto di fiducia

Perché il sistema dei trapianti si fonda sull’atto di fiducia di chi decide di donare. “Chi dona ci affida i suoi organi per farne il miglior uso possibile. E noi questa fiducia dobbiamo proteggerla in ogni circostanza”, ricorda. 

I pazienti in attesa di un organo 

Oggi in Italia sono circa 8mila i pazienti in attesa di un organo. “Le quote principali riguardano rene e fegato”, spiega. I pazienti in età pediatrica che aspettano un organo per sottoporsi al trapianto sono circa 200. Mentre “i bambini in attesa di un cuore nuovo sono tra i 30 e i 40”, aggiunge Feltrin. 

“Ci tengo a ringraziare la famiglia di Domenico – conclude il direttore generale del Cnt – per non aver mai fatto mancare il suo sostegno a favore della rete delle donazioni”. 

© Riproduzione Riservata