Scintille fra medici e infermieri, ecco che cosa è successo

Scintille fra medici e infermieri, ecco che cosa è successo
Photo by: Axel Heimken/picture-alliance/dpa/AP Images

L’ultimo scontro fra medici e infermieri sul caso del piccolo Domenico.

Lavorano fianco a fianco in corsia e in sala operatoria, ma negli ultimi tempi il rapporto tra medici e infermieri appare come minimo complesso. Dopo la questione della prescrizione dei presidi, a scatenare le ultime scintille è stata una dichiarazione del presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli, rilasciata in una intervista a ‘La Stampa’, sulla tragedia del cuore ‘bruciato’ trapiantato al piccolo Domenico. Ma che cosa ha detto Anelli?

Le parole del presidente dei medici

Nel caso di Napoli “le responsabilità le accerterà la magistratura, ma da quello che trapela dai verbali delle testimonianze si profilano responsabilità che vanno dalla negligenza alla più grave imprudenza. Però dietro questa catena di errori c’è anche questa tendenza sempre più diffusa del passaggio di competenze dai medici agli infermieri, che rischia di far abbassare la qualità dell’assistenza”. Apriti cielo. 

La reazione

“Non bastava l’invasione di campo della Fnomceo che, con una mozione, ha cercato di intervenire sull’iter per l’istituzione delle tre nuove lauree magistrali in Cure primarie e sanità pubblica, in Cure pediatriche e neonatali e in Cure intensive e nell’emergenza. Il presidente della Federazione, Filippo Anelli, ha addirittura cercato di strumentalizzare spudoratamente una grandissima tragedia come la morte del piccolo Domenico, dopo il fallimentare trapianto di cuore al Monaldi di Napoli, solo per ragioni di apparato”, scrivono sui social gli infermieri del Nursind, respingendo in un duro post eventuali addebiti nella vicenda del cuore ‘bruciato’.

“Tentare di addossare gli errori del tragico caso di cronaca agli infermieri, infatti, altro non è se non una prova di debolezza da parte di una categoria cui interessa solo primeggiare e non cedere quote di ‘potere’. Una difesa corporativa che non giova al nostro Ssn e che rischia di farci fare la figura dei capponi di Renzo”, sostiene il sindacato guidato da Andrea Bottega.

Il ramoscello d’ulivo

Ma sui social nel corso della giornata di ieri si sono moltiplicate le dichiarazioni di varie associazioni e sigle che raggruppano gli infermieri. Nella serata di ieri è stato proprio il presidente della Fnomceo a prendere carta e penna per scrivere alla presidente della Fnopi, la Federazione degli Ordini delle Professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli. Una missiva nella quale Anelli ribadisce la stima e il rispetto per “la Professione infermieristica”.

“Mi sembra doveroso esprimerti il mio rammarico sincero – scrive infatti il presidente dei medici – laddove il contenuto possa aver indotto a rilevare intenti denigratori o comunque lesivi della dignità e professionalità della Fnopi e della comunità che tu rappresenti. La lunga storia di collaborazione tra le nostre Professioni e il rapporto personale che da anni ha caratterizzato le nostre rispettive attività istituzionali, mi auguro possano comprovare che non ho mai cambiato l’idea per la quale fondamentale risulta assicurare quell’equilibrio che vede le nostre competenze sinergicamente attive, in tutti i contesti di esercizio professionale e istituzionale, a tutela della salute dei cittadini”. Insomma, queste professioni sono sinergiche, oltre che elementi fondamentali del sistema delle cure, e il presidente dei ‘camici bianchi’ ribadisce “stima e rispetto” per gli infermieri.

Tra medici e infermieri pace fatta? Non resta che stare a vedere.

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