Napoli, trapianto di cuore “bruciato” su un bambino: “Serve nuovo organo entro 48 ore”

Napoli, trapianto di cuore “bruciato” su un bambino: “Serve nuovo organo entro 48 ore”

Solo dopo l’intervento l’équipe medica dell’ospedale Monaldi si sarebbe accorta delle condizioni di inutilizzabilità dell’organo

 “Serve un cuore entro due giorni, altrimenti sarà tutto inutile”. A dirlo è stato ieri l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bimbo che sarebbe stato sottoposto a un trapianto all’ ospedale Monaldi di Napoli, con un organo però “bruciato”, danneggiato durante il trasporto da Bolzano. “Dopo una emorragia – ha riferito ancora Petruzzi – il piccolo è stato escluso dalla lista dei ricevitori dove però è stato nuovamente inserito dopo avere superato la crisi. Ora è necessario che giunga quanto prima un organo”.

“Quadro clinico valutato giorno per giorno”

Il quadro clinico del bimbo di 2 anni e mezzo, affetto da una grave malformazione cardiaca, viene aggiornato “giorno per giorno”, ha spiegato quindi a LaPresse l’avvocato Francesco Petruzzi, autore dell’esposto dal quale sono partite le indagini della Procura di Napoli. Il bimbo è tenuto in vita grazie all’Ecmo, tecnica salvavita che supporta temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni. Ma la macchina, sottolinea l’avvocato, “può diventare lesiva dopo 30 giorni, in alcuni casi anche dopo 15 giorni. È quindi una questione di giorni, di ore”. Il bambino, ha sapere il legale, resta in lista trapianti. La speranza della famiglia è che si possa trovare un nuovo cuore compatibile per il trapianto il prima possibile. 

Indagati sei sanitari

Arrivano intanto le prime iscrizioni nel registro degli indagati per il caso del mancato trapianto di cuore a un bimbo di due anni e mezzo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli. Sono 6 le persone indagate dalla Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo per lesioni colpose. Si tratta dei componenti dell’equipe dell’ospedale napoletano responsabile dell’espianto dell’organo all’ospedale di Bolzano e poi del trapianto. Il cuore è arrivato a Napoli quando era ormai inutilizzabile, a causa probabilmente dell’erroneo utilizzo del ghiaccio durante il trasporto. Dopo le prime verifiche eseguite dai carabinieri di Nola, la Procura partenopea ha delegato oggi ai carabinieri del Nas di Napoli l’esecuzione di diversi accertamenti, a partire dall’acquisizione dei documenti clinici.

Appello mamma: “Mio figlio sempre più grave, serve cuore subito”

“Mio figlio è sempre più grave, peggiora ogni giorno di più. Vorrei un cuore, un cuore compatibile per mio figlio”. È il disperato appello lanciato dalla madre del bimbo di 2 anni e mezzo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli. Affetto da una grave malformazione cardiaca, il bimbo è tenuto in vita dall’Ecmo, macchinario che supporta temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni. Dopo il tentativo fallito di trapianto di cuore, per l’inutilizzabilità dell’organo giunto al Monaldi da Bolzano per un errore nel trasporto, il bimbo “è ancora in lista d’attesa – conferma la madre – ma le sue condizioni sono critiche. Sono ormai 50 giorni che è attaccato all’Ecmo. Faccio un appello per un cuore per mio figlio, vorrei che guarisse e che potesse tornare a casa”.

Avvocato famiglia bimbo: “Ogni giorno potrebbe essere l’ultimo”

“Le condizioni del bambino peggiorano di giorno in giorno. Ci auguriamo che arrivi un cuore prestissimo, perché ogni giorno potrebbe essere l’ultimo”. Così l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei familiari del bimbo affetto da una grave malformazione cardiaca e ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, dove il 23 dicembre scorso è fallito il tentativo di impiantare un cuore proveniente da Bolzano perché “bruciato” nel trasporto a causa dell’utilizzo erroneo del ghiaccio.
“Stiamo apprendendo tutto dai giornali – spiega l’avvocato – noi avevamo fatto una querela per lesioni colpose in quanto qualcosa non ci tornava relativamente all’esito del trapianto. Alla madre era stato detto che non si sapeva per quale motivo questo cuore non aveva preso a battere e che stavano cercando di capirlo. Non è stata fatta parola di un danneggiamento dell’organo durante il trasporto né di un danneggiamento con del ghiaccio secco”. L’errore, sostiene l’avvocato Petruzzi, “è del Monaldi perché tuttaála responsabilità è del ricevente. Il mio tecnico mi assicura che è l’ospedale ricevente che prepara il trasporto, sin dalla box che deve contenere l’organo e poi l’espianto, quindi secondo le linee guida non è possibile configurare delle responsabilità dell’ospedale di Bolzano”.
La speranza ora, ammette il legale, “è appesa a un filo. Il bimbo è nella lista europea per i trapianti, quindi il cuore potrebbe arrivare da tutta Europa. Ma il cuore pediatrico è molto raro, perché deve corrispondere per età, per peso e poi deve essere preso da un donatore che non sia morto per una malattia cardiologica e comunque in un modo che non abbia danneggiato il cuore. È molto difficile, c’erano voluti due anni per trovare questo cuore”.

Al Monaldi sospesi tutti i trapianti pediatrici

All’ospedale Monaldi di Napoli intanto sono stati sospesi tutti i trapianti pediatrici, finché non sarà fatta chiarezza sul caso del cuore “bruciato” nel trasporto da Bolzano, a causa probabilmente dell’uso erroneo del ghiaccio. La decisione di sospendere il percorso di trapiantologia pediatrica è stata presa dall’Azienda ospedaliera dei Colli, alla quale afferisce il Monaldi insieme agli ospedali napoletani Cto e Cotugno, e comporta “l’esigenza di sospendere gli incarichi di responsabilità relativi alle diverse fasi in cui il processo trapiantologico si articola”, specifica l’azienda in una nota. In pratica risultano sospesi limitatamente per la sola attività dei trapianti pediatrici due cardiochirurgi e la direttrice del Dipartimento di cardiochirurgia e dei trapianti del Monaldi. Uno stop conseguente alla sospensione del percorso di trapianto pediatrico.

Le indagini della Procura

Sarà la Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo sulla vicenda, “a ricostruire puntualmente la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità, valutando i diversi passaggi operativi e decisionali che hanno caratterizzato la vicenda”, sottolinea ancora l’Azienda ospedaliera dei Colli. Il caso risale al 23 dicembre scorso, giorno in cui era in programma il trapianto di cuore a beneficio di un bambino di due anni con una grave malformazione cardiaca, ricoverato al Monaldi e tenuto in vita grazie all’Ecmo, tecnica salvavita che supporta temporaneamente le funzioni di cuore e polmoni. Quando da Bolzano è arrivato il via libera all’espianto dal corpo di un bambino vittima di un incidente, è immediatamente scattata la procedura di trasporto dell’organo. A Napoli, però, quel cuore è arrivato “bruciato”, inutilizzabile probabilmente a causa del ghiaccio utilizzato durante il trasporto.

“La competenza e la responsabilità per il prelievo del cuore, la sua corretta conservazione durante il trasporto e la successiva operazione di trapianto ricadono sull’équipe del centro trapianti ricevente”, ha sottolineato nei giorni scorsi l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. La famiglia del bimbo, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha presentato un esposto e il caso è finito all’attenzione della Procura di Napoli, che ha avviato le indagini delegando gli accertamenti ai Carabinieri. Sarebbe inoltre emersa un’ipotesi, ancora da accertare, secondo cui il trapianto sarebbe stato effettivamente eseguito; solo una volta impiantato il cuore, l’équipe medica del Monaldi si sarebbe accorta delle condizioni di inutilizzabilità dell’organo. I reati ipotizzati dalla Procura, al momento a carico di ignoti, sono omissione in atti di ufficio e lesioni colpose. 

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