Bristol Myers Squibb celebra 80 anni di presenza in Italia e una pipeline di ricerca che oggi conta 42 molecole in sperimentazione nel nostro Paese. Sono alcuni dei numeri presentati nel corso di un incontro al Centro Studi Americani di Roma.
I numeri di Bristol Myers Squibb
Negli ultimi cinque anni l’azienda ha investito oltre 90 milioni di euro nella ricerca clinica italiana. Attualmente sono attivi più di 120 studi in oltre 700 centri ospedalieri, con il coinvolgimento di oltre 2.200 pazienti. Le aree di ricerca spaziano dall’oncologia all’ematologia, dalle malattie cardiovascolari all’immunologia fino alle neuroscienze.
“Da 80 anni la nostra ricerca si concentra dove c’è più bisogno, in aree terapeutiche che hanno segnato passaggi decisivi nell’evoluzione della medicina”, dichiara Regina Vasiliou, vice president e general manager di Bristol Myers Squibb Italia. “Dalla disponibilità degli antibiotici alle terapie in virologia, dalle soluzioni per le patologie cardiovascolari e neurodegenerative fino alle più recenti innovazioni in immuno-oncologia, abbiamo ridefinito il paradigma di trattamento di molte malattie gravi”.
Partner industriale del Paese
Ma per Vasiliou il contributo di Bristol Myers Squibb in Italia non si misura solo nell’innovazione terapeutica resa disponibile, “ma anche nel nostro ruolo di partner industriale del Paese. Nel triennio 2023-2025 l’azienda, come media annua, ha infatti contribuito a generare in Italia 369 milioni di euro di Pil, secondo l’impact assessment report redatto da PwC”.
Il ruolo strategico dell’Italia
Sul fronte della ricerca l’Italia continua a occupare una posizione centrale nella strategia dell’azienda. “A livello globale il punto di forza della pipeline di Bristol Myers Squibb risiede nella sua ampiezza e profondità, sostenute da piattaforme innovative e da un impegno costante nelle aree terapeutiche a più elevato bisogno medico insoddisfatto”, sottolinea Cristian Massacesi, executive vice president, chief medical officer and head of development di Bristol Myers Squibb.
“L’Italia riveste un ruolo strategico per la ricerca e lo sviluppo clinico di Bristol Myers Squibb. Siamo orgogliosi della solidità dell’ecosistema clinico e accademico italiano e del contributo che i ricercatori e i centri italiani apportano ai nostri programmi globali di sviluppo clinico”.
Farmaci e terapie vincenti
Tra i settori nei quali l’azienda ha concentrato maggiormente i propri sforzi c’è l’oncologia, ambito in cui l’introduzione dell’immunoterapia ha contribuito a modificare la prognosi di numerose neoplasie. “Nel 2025, in Italia, sono state stimate circa 390mila nuove diagnosi di tumore e, negli ultimi 10 anni, vi è stata una riduzione del 9% dei decessi oncologici. L’innovazione, insieme alla prevenzione e all’adesione agli screening, ha contribuito a questo risultato”, ricorda Carmine Pinto, direttore dell’Oncologia medica Ausl-Irccs di Reggio Emilia.
Importanti risultati sono arrivati anche in ematologia, con lo sviluppo di terapie cellulari Car-T per il mieloma multiplo e per il linfoma diffuso a grandi cellule B. “Le Car-T, linfociti del paziente modificati geneticamente, sono il risultato dello straordinario lavoro svolto in laboratorio e nella pratica clinica e costituiscono la frontiera più avanzata dell’immunoterapia”, sottolinea Armando Santoro, direttore del Cancer center dell’Irccs Humanitas di Rozzano.
Una fase di accelerazione scientifica
“Stiamo vivendo una fase di straordinaria accelerazione scientifica. In questo contesto, il settore farmaceutico rappresenta una leva strategica fondamentale per rafforzare la competitività e il futuro del nostro Paese”, conclude Vasiliou. “Investire in salute significa prima di tutto ampliare le opportunità di cura per i pazienti e generare un beneficio concreto per la comunità, ma anche contribuire allo sviluppo economico e sociale dell’Italia”.

