Farmaci e sicurezza nazionale, una “questione strategica” per Schillaci

Farmaci e sicurezza nazionale, una “questione strategica” per Schillaci
Photo by: Daniel Reinhardt/picture-alliance/dpa/AP Images

Per il ministro della Salute la sovranità farmaceutica “si costruisce anche in Europa”. Le iniziative per monitorare e contrastare la carenza di farmaci

Nell’epoca delle permacrisi, tra dazi, MFN e conflitti, la disponibilità dei farmaci diventa una questione delicata. E bisogna tenerne conto. Lo ha detto chiaro e tondo il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al Question time alla Camera.

“Quando un farmaco essenziale non arriva sullo scaffale di una farmacia, non è una questione di bilancia commerciale, ma di salute”. Insomma, “la disponibilità di un farmaco è sicurezza nazionale”, rimarca. E davanti a Cina e India che coprono più della metà della produzione mondiali di principi attivi, spiega ancora il ministro, l’Italia non si limita a fare da spettatore.

Le iniziative italiane e il contrasto alla carenza di farmaci

“L’Agenzia italiana del farmaco monitora le carenze, autorizza importazioni straordinarie quando serve, pone limiti alle esportazioni parallele, indica le alternative terapeutiche. Strumenti concreti”, rivendica il ministro.

A questo scopo “abbiamo il Tavolo Tecnico Indisponibilità, coordinato da Aifa, che ha dato prova di efficacia proprio negli anni più duri della pandemia e che stiamo ulteriormente rafforzando. E accanto, presso il ministero, trova un Tavolo permanente sull’approvvigionamento dei farmaci, che ha il compito di intercettare le criticità prima che diventino emergenze”.

Per Schillaci la sovranità farmaceutica “si costruisce anche in Europa. Il Critical Medicines Act, richiamato dagli interroganti, va in questa direzione: una cooperazione strutturata tra istituzioni europee, autorità nazionali e industria. Significa agire insieme sulle carenze, ridurre la competizione tra Stati membri per accaparrarsi le stesse dosi, portare trasparenza nella filiera. In questo tavolo – assicura il ministro – l’Italia c’è, spinge e lo fa con un ruolo di primo piano”.

© Riproduzione Riservata