Farmaci anti-obesità, la battaglia in tribunale tra Novo e Lilly

Farmaci anti-obesità, la battaglia in tribunale tra Novo e Lilly
Giustizia Photo by: Daniel Reinhardt/picture-alliance/dpa/AP Images

In Usa è scontro fra Novo e Lilly sul ricco business dei farmaci anti-obesità, nel mirino la pubblicità comparativa

Finita la tregua, Novo Nordisk affila gli artigli: il terreno di scontro è il ricco business dei farmaci anti-obesità. Il colosso danese, che per primo ha sparigliato il settore con semaglutide, ha accusato la rivale statunitense Eli Lilly di diffondere false affermazioni pubblicitarie sulla presunta superiorità delle terapie per la perdita di peso. In una causa intentata martedì presso un tribunale del New Jersey, Novo ha affermato che Lilly starebbe conducendo una campagna pubblicitaria “deliberatamente falsa” e progettata per ingannare i consumatori sull’efficacia comparativa dei farmaci per diabete e obesità  venduti da entrambe le aziende. Questa volta, infatti, la pietra dello scandalo non è legata a ricerche o brevetti, ma alla pubblicità dei farmaci.

Le accuse di Novo e la comparazione tra farmaci

Come riferisce il ‘Financial Times’, l’azienda farmaceutica danese sostiene che Lilly avrebbe citato dati di studi clinici obsoleti per supportare le affermazioni secondo cui il suo farmaco Zepbound*, avrebbe garantito una perdita di peso media superiore rispetto al prodotto concorrente di Novo, Wegovy*.

Novo sostiene inoltre che la campagna pubblicitaria di Lilly avrebbe falsamente vantato una superiorità dell’anti-diabete Mounjaro* rispetto all’Ozempic* nel ridurre i livelli di glicemia. La mossa arriva mentre i due gruppi stanno lanciando sul mercato in tutto il mondo i nuovi farmaci in pillole per la perdita di peso, prodotti che potrebbero segnare un’ulteriore impennata nelle vendite. 

Il botta e risposta tra le aziende rivali

Al giudice Novo chiede un’ingiunzione permanente che impedisca a Lilly di continuare a diffondere le pubblicità ‘nel mirino’ e una rettifica. La denuncia chiede inoltre che “tutti i profitti” realizzati dai convenuti grazie a queste pubblicità vengano risarciti a titolo di danni. Dal canto suo John Kuckelman, responsabile legale di Novo Nordisk, ha dichiarato al ‘Financial Times’ che il gruppo aveva inviato una lettera di diffida a Lilly ad aprile, senza ricevere una risposta.

Kuckelman ha affermato che Lilly avrebbe invece prodotto una “brevissima” nota in cui si specificava che l’iniezione di Wegovy da 7,2 mg, il dosaggio più alto approvato dalla Fda a marzo, non era stata inclusa negli studi che sostenevano che Zepbound offrisse una perdita di peso superiore a Wegovy. “Non si può usare una nota fuorviante per correggere una pubblicità ingannevole”, ha dichiarato il legale.

Per parte sua Lilly ha affermato che si sarebbe “difesa con vigore”, dichiarando che i risultati degli studi pubblicizzati rappresentavano il “gold standard per il confronto tra farmaci”. “Anziché competere sul merito dei suoi prodotti, Novo chiede a un tribunale di impedire a Lilly di comunicare i risultati dello studio”, ha affermato un portavoce di Lilly. “Sosteniamo fermamente la nostra pubblicità”.

La singolarità della diatriba fra imprese produttrici di farmaci anti-obesità

La causa, presentata presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto del New Jersey, segna la fine del fair play tra i due gruppi, gli unici per il momento con prodotti approvati nel fiorente mercato dei farmaci per la perdita di peso.

Al momento Lilly ha un vantaggio su Novo, sia per sul fronte del diabete che per l’obesità. Tuttavia la danese ha guadagnato terreno con la sua pillola dimagrante, lanciata negli Stati Uniti a gennaio, prima che l’opzione orale di Lilly diventasse disponibile per i pazienti in aprile. La causa legale rappresenta una caso raro di scontro tra aziende farmaceutiche sulle affermazioni pubblicitarie, ha commentato Evan Seigerman, analista di BMO Capital. Più spesso, ha aggiunto, le imprese si scontrano per i diritti di brevetto sui farmaci. Non resta che attendere la decisione del tribunale.

Il farmacologo e la guerra dei chili d’oro

“C’è un’amara ironia nel vedere due titani di Big Pharma, Novo Nordisk ed Eli Lilly, trascinarsi in tribunale non per una nobile disputa scientifica o per il brevetto di una cura rivoluzionaria, ma per una rissa su uno spot pubblicitario. Non stiamo assistendo a un dibattito su chi migliorerà l’aspettativa di vita globale, ma alla spartizione del mercato più succulento e spietato del XXI secolo: la nostra insicurezza metabolica”. Lo dice a LaSalute di LaPresse Carlo Centemeri, farmacologo clinico dell’Università di Milano.

“Il dettaglio più ‘piccante’ di questa vicenda è proprio il terreno dello scontro: il marketing. Farmaci come Wegovy, Ozempic, Mounjaro e Zepbound hanno smesso da tempo di essere considerati semplici terapie mediche: sono diventati dei veri e propri status symbol, beni di consumo di lusso da spingere con campagne aggressive. Qui si litiga per le note a piè di pagina con la ferocia con cui Apple e Samsung si scontrano per i megapixel dell’ultimo smartphone. Il farmaco è stato declassato a gadget del benessere”, riflette Centemeri.

Scavando più a fondo, emerge un altro aspetto. “L’obesità, un’epidemia globale causata da decenni di politiche alimentari disastrose, cibi ultra-processati e stili di vita logoranti, è stata impacchettata e trasformata in un ‘abbonamento mensile a vita’ sotto forma di iniezione o pillola. Novo e Lilly sanno perfettamente che chi vince questa guerra di percezione non si aggiudica pazienti, ma consumatori perpetui”, continua il farmacologo. “È la fine del “fair play” e il trionfo del cinismo”.

Alla fine, il vincitore “non sarà chi ha la scienza migliore, ma chi racconterà la bugia più rassicurante: ovvero che la salute, la felicità e l’accettazione sociale possono essere comprate in farmacia, a patto di scegliere il brand giusto. L’unico a trionfare sarà il capitalismo sanitario, che ha trovato il modo per monetizzare all’infinito il nostro rapporto malato con lo specchio”, conclude Carlo Centemeri.

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