Big tech e farmaceutica, un connubio destinato a plasmare sempre più il futuro della salute: nel 2025 il 46% degli investimenti dei venture capital europei e americani nel settore della salute si è concentrato in progetti di intelligenza artificiale, per un totale di 18 miliardi di dollari. A Davos, durante l’annual meeting 2026 del World Economic Forum, Porsche Consulting ha riunito big tech e aziende farmaceutiche per ragionare sull’intersezione tra questi due comparti strategici.
“Lo sviluppo dei farmaci del futuro sarà ibrido e le big tech avranno un ruolo strategico nella creazione dei ‘motori’: l’infrastruttura di calcolo, i foundation model e i software di simulazione. Le case farmaceutiche faranno invece leva sull’accesso esclusivo a dati clinici reali, dati molecolari proprietari e conoscenza biologica dei pazienti”, ha spiegato Josef Nierling, Ceo di Porsche Consulting in Italia.
Non è un caso se, tra il 2021 e il 2024, le quattro principali big tech hanno chiuso più di mille accordi nelle life sciences, tra cui spicca l’acquisizione di Nuance da parte di Microsoft per oltre 19 miliardi di dollari. L’alleanza strategica tra Eli Lilly e Nvidia prevede invece un investimento di un miliardo di dollari per la realizzazione di farmaci e terapie innovative basate su nuovi modelli biologici computazionali.

Le 4 sfide per Farmaceutica e big tech
La prima sfida non può che riguardare l’applicazione dell’AI in ambito farmaceutico, che sta trasformando radicalmente il modo in cui i farmaci vengono scoperti, sviluppati e portati sul mercato. A livello europeo, l’intelligenza artificiale porterà al comparto benefici stimati tra 56 e 102 miliardi di euro all’anno.
Non va però sottovalutato l’aspetto normativo. Da questo punto di vista, si assiste a una crescente apertura verso la medicina algoritmica: le autorità regolatorie sembrano sempre più orientate a riconoscere il valore delle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale. Un approccio che favorisce l’integrazione di modelli predittivi e strumenti digitali nei percorsi clinici, accelerando l’accesso a terapie innovative.
“L’Europa deve garantire maggiore supporto all’innovazione e riconoscere il ruolo trainante dell’industria farmaceutica per la crescita economica dell’area, attraverso l’adozione di regole chiare e procedure semplificate che tutelino gli investimenti in innovazione”, ha aggiunto Sergio Marullo di Condojanni, neo Ceo di Angelini Pharma, con cui punta ad accelerare nella promozione della brain health.
Un altro tema cruciale è la proprietà dei dati clinici dei pazienti. In un contesto in cui i dati rappresentano un capitale dal valore inestimabile, sarà fondamentale stabilire regole chiare su chi detiene, gestisce e utilizza queste informazioni, col fine di garantire trasparenza e sicurezza.
È quindi la fiducia il pilastro su cui deve reggersi l’intero ecosistema: fiducia dei pazienti, delle autorità regolatorie e dei medici. Soltanto attraverso un approccio etico e responsabile, sarà possibile trasformare il potenziale tecnologico in benefici concreti per la salute.

